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Bread & Butter in bilico: salta il Tempelhof?

Bufera intorno a Bread & Butter. Più espositori hanno detto di aver ricevuto comunicazione ufficiale dagli organizzatori che il salone sullo sportswear, di scena all’ex aeroporto Tempelhof, a gennaio non si terrà. Ma il boss Karl Heinz Müller li smentisce. «Non è vero», ha dichiarato alla rivista tedesca TextilWirtschaft.

 

Se l’ipotesi cancellazione fosse scartata, si potrebbe pensare che Müller stia progettando un evento più piccolo, non più al Tempelhof, ma in una nuova location, più adatta a ospitare i 200 espositori circa che si sono già prenotati per la fiera. Una comunicazione ufficiale, attesa nelle prossime ore, dovrebbe far luce sulle tante incognite.

 

Müller ha dichiarato nei giorni scorsi che la sua società è in una situazione finanziaria difficile e che una rassegna all’ex aeroporto Tempelhof gli sarebbe costata più di quanto potesse spendere. Di conseguenza, è praticamente esclusa la possibilità di un Bread & Butter di nuovo in questa location a gennaio.

 

Il patron della manifestazione ha lottato per mesi per realizzare l’edizione invernale come sempre all’ex aeroporto, anche se il trade show ha perso nelle ultime stagioni sempre più espositori. Grandi nomi come Diesel, Replay e Tommy Hilfiger hanno rinunciato alla kermesse, seguite da realtà più piccole.

 

Müller è noto per le sue esternazioni spontanee e negli ultimi tempi anche per il tornare sui suoi passi. Più volte ha annunciato il lancio di nuovi concept fieristici per poi rinunciare. Nell’estate del 2014 voleva aprire al pubblico Bread & Butter: un’idea che poi non ha avuto seguito su pressione degli espositori. Nel gennaio 2015 il trade show avrebbe dovuto svolgersi a Barcellona, poi il cambiamento di rotta: si rimane a Berlino. Ora questa nuova situazione di incertezza, che si spera possa chiarirsi a breve.

 

«Quando un salone importante come Bread & Butter è in fase di crisi, non è mai un bene per il mercato: è sintomo di un momento complesso per la moda in Europa», commenta Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine.

 

Secondo il manager italiano, sono stati gli annunci e i successivi cambi repentini di programma ad aver penalizzato negli ultimi anni la fiera berlinese dello sportswear e della moda giovane.

 

«In un momento di incertezza come l’attuale, le aziende hanno bisogno di certezze, soprattutto nella programmazione relativa al lancio e alla promozione delle loro collezioni stagionali: devono sapere su quali appuntamenti possono contare», spiega Napoleone.

 

«Come fiere bisogna avere un posizionamento preciso e infondere alle aziende determinazione e sicurezza: le indecisioni non sono ben vissute dagli imprenditori in questo momento», ribadisce, rimarcando come Pitti Immagine Uomo rimanga «nel solco delle sue linee guida di riferimento, con l’obiettivo di dare il miglior servizio possibile al mercato».

 

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