STRATEGIE

Milano Unica e il dibattito sulle date: la parola agli espositori

Luglio o settembre? La domanda rimbalzava da uno stand all'altro degli espositori di Milano Unica, il salone dei tessuti di scena per la prima volta a Rho, durante la giornata inaugurale della rassegna. «Bisogna avere coraggio» ha detto ieri il presidente Ercole Botto Poala. Gli imprenditori raccolgono la sfida, ma non è semplice mettersi d'accordo.

 

Il dibattito sulle date della manifestazione è aperto. Recentemente Milano Unica ha affiancato ai tradizionali appuntamenti di febbraio e settembre la preview Prima MU, vetrina delle precollezioni, ma lo scenario potrebbe nuovamente cambiare, soprattutto per quanto riguarda l'edizione dove vengono presentati i nuovi materiali per l'invernale.

 

Si fa sempre più concreta l'ipotesi di sospendere Prima MU e anticipare al mese di luglio l'intera kermesse, mentre per quando riguarda il secondo appuntamento annuale le posizioni sono per ora meno definite.

 

Ercole Botto Poala è consapevole del fatto che «in ogni caso non si riuscirà ad accontentare tutti: a luglio non verranno i clienti americani, a settembre i tedeschi. L'importante è prendere posizione tutti insieme».

 

Ma cosa pensano gli espositori? Sembra che la compagine pratese, una quarantina di aziende, sia concorde nell'abolire l'evento focalizzato sulle precollezioni, per lanciarsi senza se e senza ma nell'anticipo a luglio.

 

Al padiglione 20, nell'area di Ideabiella, Lincoln Germanetti, ceo di Tollegno 1900, è possibilista: «Siamo nelle mani del presidente - dice -. Anticipare non è un problema, al limite bisogna riorganizzarsi in modo da sfruttare al meglio il mese di agosto per la spedizione dei tessuti. Stiamo investendo in tecnologie proprio per essere in sintonia con un mercato in forte cambiamento, nelle tempistiche ma non solo».

 

Scettico Roberto Bottoli del Lanificio Bottoli: «Siamo fantasisti e la fantasia non si improvvisa - commenta -. Non possiamo avere troppa fretta. Tra l'altro, collocandoci a luglio, non abbiamo modo di valutare cosa è andato meglio nei negozi e di dare un orientamento chiaro al nostro lavoro. Fatto non secondario, anticipando chi ci copia ha più tempo per farlo».

 

Al padiglione 16, Luca Belenghi, amministratore delegato del Gruppo Tessile Monti, parte dal presupposto che «bisogna guardare avanti e anche il trasferimento a Rho, che approvo, fa parte di questo cambio di passo. Certo, la difficoltà di un'eventuale trasformazione del calendario sta nell'amalgamare le esigenze di comparti industriali che, pur facendo parte dello stesso macrosettore, seguono logiche temporali non sempre allineate».

 

«Non sarà facile - conclude - ma un fatto è certo: le fiere devono essere forti e in grado di calamitare i migliori buyer del mondo, senza dispersioni di energie. Tutto il resto passa in secondo piano» (nella foto, l'area tendenze di Milano Unica).

 

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