STRATEGIE

Usa: Alibaba entra nella coalizione anticontraffazione. Gucci non ci sta e lascia

Gucci contro Alibaba. Dopo che un mese fa la Iacc, Coalizione internazionale anti-contraffazione, aveva accettato tra i propri membri il marketplace cinese, accusato dai marchi del lusso di vendere prodotti contraffatti, Gucci Usa ha deciso di abbandonare l'organismo dedicato alla lotta contro i falsi.

 

Si tratta della seconda defezione di rilievo nel giro di pochi giorni: la settimana scorsa era stato Michael Kors a dire addio all'associazione, proprio a causa dell'ingresso di Alibaba, che l'azienda americana non aveva esitato a definire come «l'avversario più pericoloso e dannoso».

 

Che anche Gucci prendesse questa strada era nell'aria, visto che negli Usa il brand della doppia G e altri marchi del gruppo Kering, tra cui Balenciaga, hanno fatto causa ad Alibaba perché a loro avviso incoraggia la vendita di prodotti contraffatti e incassa profitti ben sapendo di farlo.

 

Il procedimento è ancora in corso, ma l’azienda che fa capo all'imprenditore cinese Jack Ma l’ha etichettato come una inutile perdita di tempo legale. Nell'attesa del responso dei giudici, Gucci ha comunque deciso di sfilarsi dallo Iacc.

 

La vicepresidente dell'organizzazione non profit basata a Washington, Candine Li-Uzoigwe, ha comunque sottolineato che «ci sono molti marchi che continuano a supportarci». I membri sono oltre 250 e tra questi spiccano Apple, Adidas, Chanel, Google, Luxottica, Nike.

 

Va detto che Alibaba è stato inserito in una categoria speciale all’interno della Coalizione, che non prevede diritto di voto. Questa categoria era stata creata in seguito alla richiesta di adesione da parte di eBay, che alla fine ha deciso di restare fuori.


Nella foto, un look della capsule collection Gucci e Net-à-Porter

 

 

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