Scenari

Per le griffe internazionali è tempo di lasciare l'Argentina

L'elegante avenida Alvear di Buenos Aires assiste all'esodo delle griffe più note, costrette a lasciare il Paese a causa delle restrizioni rigorose applicate dal governo nei confronti delle merci importate. L'elenco di quanti abbandonano il campo si fa di giorno in giorno più lungo.

 

Come riportano i notiziari online, Yves Saint Laurent, Cartier, Louis Vuitton, Emporio Armani, Kenzo e Polo Ralph Lauren sono fra coloro che hanno lasciato i loro presidi in loco o si accingono a farlo. Abiti, scarpe, borse, orologi: qualsiasi articolo che non provenga dall'Argentina incontra un muro quando è il momento di varcare la frontiera del Paese sudamericano.

 

Le misure adottate dal presidente Cristina Fernandez de Kirchner mirano a incentivare la produzione interna, in modo da favorire le classi meno abbienti. Una scelta comprensibile, se non fosse che in questo modo si sacrificano posti di lavoro e si toglie lustro ai "salotti buoni" come l'avenida Alvear, che aspira a divenire come la Quinta strada di New York o gli Champs Elysées a Parigi. Le misure governative spengono qualsiasi ambizione e finiscono per impattare anche sul turismo.

 

Certo, la situzione del Paese non è facile, a partire dal fardello di una valutazione altissima del peso rispetto al dollaro (4,7), ulteriormente incrementata dal mercato nero, che spinge le persone a mettere al sicuro i propri risparmi dal rischio di inflazione: quest'ultima marcia al ritmo del 25% e più all'anno.

 

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