Scenari

Womenswear: export a +5% nel 2015. Ma nel primo semestre 2016 il trend rallenta

Sole e ombre sugli scenari della moda donna, come emerge dai dati di Smi relativi al 2015 e ai primi sei mesi del 2016, diffusi oggi, 14 settembre, in occasione della conferenza stampa del salone Super. Rallenta il calo dei consumi, crescono l'export e il fatturato, ma la situazione resta complessa, in un quadro economico e politico molto incerto.

 

Come ha sottolineato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine: «Stiamo vivendo una fase di cambiamenti profondi, che coinvolgono anche le griffe, alle prese con la revisione dei propri paradigmi distributivi. Le campagne vendite non sono state all'insegna della crescita mentre sul fronte dell'export i primi sei mesi del 2016 vedono la Cina al di sotto delle aspettative, un mercato statunitense difficile e la Russia che torna a muoversi ma non con i valori attesi».

 

Ciò detto la moda donna continua a essere apprezzata all'estero, con l'export in ascesa del 5% (7,7 miliardi di euro), a rappresentare il 60% del giro di affari del settore: 12 miliardi e 780mila euro nel 2015, in progress del 2,5%.

 

Segnali positivi, sottolinea ancora Napoleone, vengono dai consumi interni, dove i sensibili cali degli anni passati (-4% del 2011, -5% del 2012, -7% del 2013, -3,7% del 2014) rallentano attastandosi al -2,3% del 2015.

 

Per quanto riguarda i primi sei mesi del 2016, i dati Istat oggi disponibili confermano il trend favorevole dell'export, +2,8% a 3,9 miliardi di euro, una percentuale tuttavia in sensibile decremento rispetto al +7% registrato nel primo semestre del 2015. In particolare le vendite intra-Ue risultano più vivaci di quelle extra-Ue, con una progressione del 4,9%, rispetto a un esiguo +0,6%.

 

Tra i principali mercati per la moda italiana figurano Francia e Germania, in aumento rispettivamente del 6% e dell'8%, seguite dagli Stati Uniti, in leggera discesa (-1,4%).

 

Battuta di arresto invece per l'import, che cala dello 0,1%, a quota 2,3 miliardi di euro, con una dinamica del +9% dal mercato comunitario, a fronte di un calo del 6,9% dalle aree extra-europee.


Nella foto, la sfilata di Versace dell'autunno-inverno 2016-2017.

 

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