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Hong Kong e la Cina sono sempre più vicine

Un incontro organizzato ieri a Milano dall’Associazione Italia Hong Kong ha offerto una guida pratica a un corretto approccio al mercato dell’ex colonia britannica e quindi a quello della Cina mainland. In primo piano le strategie retail, ma anche la selezione delle risorse umane e la protezione della proprietà intellettuale.

 

Hong Kong, da sempre considerata la porta d’ingresso per la Repubblica Popolare, è stata visitata nel 2012 da 48 milioni di turisti, di cui ben 35 milioni cinesi: numeri che è previsto continuino a crescere. “È pertanto fuor di discussione che attiri non pochi interessi da parte dei marchi internazionali” ha commentato Jean-Luc Ayroles , partner della società di consulenza Strabranding, aggiungendo: “In un’ottica di sviluppo proficuo bisogna tenere presente che nell’ex colonia britannica ci si rivolge a due target differenti di consumatori: quelli locali, più evoluti e meno attratti dal logo in sé e i turisti, che invece amano tutto ciò che è griffato e che di norma acquistano regali, quindi spesso accessori, oltre ad articoli vistosi per farsene vanto al loro rientro”. 

 

La scelta della location è pertanto fondamentale: come ha spiegato Ayroles, Kowloon è più amata dagli stranieri - non a caso in Canton road  i negozi sfoggiano facciate incredibili proprio per attirare l’attenzione - mentre l’isola di Hong Kong, con il quartiere Central (per il lusso) o Causewaybay (la zona più commerciale), è più frequentata dai residenti.

 

L’altro problema non da poco è rappresentato dal caro affitti. “Con oltre 36.500 euro al metro quadro all’anno Hong Kong è diventata il posto con i canoni di locazione più elevati del mondo - ha puntualizzato Giuseppe Milito, manager partner della società di executive research Stones International -. A questo si aggiunge la caccia spietata per accaparrarsi i migliori collaboratori, anche perché la richiesta di personale qualificato supera decisamente l’offerta”. Nella selezione bisogna considerare elementi importanti per la tradizione culturale orientale, “come il feng shui: se un luogo non è in linea con i principi di questa antica arte è molto probabile che la gente non voglia venirci a lavorare”.

 

Infine Federica Santonocito, partner dello studio Avvocati Associati Franzosi, Dal Negro Setti, ha ricordato quanto sia fondamentale proteggere la proprietà intellettuale, innanzitutto depositando il marchio sia nella versione latina sia in quella con traslitterazione ed eventualmente tutelandosi con il diritto di autore (nel caso per esempio del sito Internet, dei cataloghi e dei manuali d’uso).  “Al di là di quanto si possa credere le cause conviene farle in Cina e si possono anche vincere”, ha rassicurato Santonocito.

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