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Sostenibilità: gli espositori di Denim Première Vision dicono la loro grazie allo Smart Fact Study

Selezione delle materie prime, trasparenza dei processi produttivi e attenzione all'ambiente e al sociale: sono i temi toccati dal sondaggio Smart Fact Study, che ha coinvolto gli espositori presenti a Denim Première Vision. «Sostenibilità sì, ma il prodotto deve essere prima di tutto bello».

 

I due terzi delle realtà che hanno aderito proviene dall'Europa e dalla Turchia. Tra queste, il 75% ha un addetto o un reparto preposto alla Csr, a riprova dell'interesse nei confronti della sostenibilità.

 

Il 90% degli intervistati ha almeno un fornitore in Europa e il 71% almeno uno in Italia. La Turchia viene al secondo posto, con il 68% delle risposte, seguita da Cina, Spagna, Germania e Francia. Una grande maggioranza si è rivelata attenta all'origine della materie prime, che sono per il 93% tracciabili.

 

L'86% delle unità produttive delle aziende sono in Europa e Turchia, mentre il 14% fa riferimento all'Asia. Il 50% ha almeno un'unità in Turchia mentre il 36% ne ha almeno una in Europa. il 93% dei processi sono in tutto o in parte trasparenti e tracciabili.

 

A proposito di valori legati all'ambiente, è emerso che la maggior parte delle iniziative prese dalle aziende sono di carattere privato e non legate a un discorso di certificazioni. Sono scelte volte a migliorare le condizioni di lavoro e l'iter produttivo.

 

Il 75% delle aziende dichiara di avere promosso azioni volte al risparmio energetico (sistemi fotovoltaici, unità produttive interne o mulini a vento), il 75% si è organizzato a titolo privato, per il risparmio di acqua.

 

La percentuale sale al 90% se l'argomento è la riduzione di sostanze chimiche. In questo caso i produttori hanno adottato processi alternativi: vedi alla voce trattamenti al laser o la collaborazione con fornitori certificati.

 

Il sondaggio rientra nel programma Smart Creation, promosso dal salone che si è svolto a Barcellona il 18 e 19 maggio scorso, che ha previsto una serie di iniziative in collaborazione con Blue Lab, un consorzio di aziende del denim impegnate nella messa a fuoco di soluzioni pulite per l'industria del denim.

 

 

Enblematiche le parole di Trevor Harrison, design director di Pepe Jeans, in occasione degli Smart Talks sul tema della sostenibilità, moderati nei giorni della rassegna da Giusy Bettoni, consulente di Première Vision e ceo di C.L.A.S.S.

 

«La parola sostenibilità non è affatto sexy - ha spiegato Harrison -. C'è bisogno di prodotti e campagne di informazione che spieghino ma siano anche cool. Noi abbiamo sviluppato una linea, battezzata True Blue, che non usa prodotti chimici nel lavaggio e impiega meno di cinque litri di acqua per ogni paio di pantaloni. Il sell through è stato il migliore di sempre. E non grazie alla sostenibilità ma perchè il prodotto è bello».

 

Sulla stessa lunghezza d'onda François Girbaud con il suo think-tank battezzato Hemotion: «I jeans devono essere sexy e originali - è il suo punto di vista -. Abbiamo la tecnologia per essere più sostenibili. Ora è necessario essere più creativi ed essere in grado di spiegare al consumatore se quello che sta comprando è buono o cattivo».

 

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