Statistiche

Calzature: +3,5% l'export, cenni di recupero nei consumi interni

Primi sei mesi con intonazione positiva per l'industria italiana della calzatura (nella foto, un modello Ballin). Come emerge da un'indagine congiunturale di Assocalzaturifici la produzione è aumentata dello 0,9% grazie all'export, mentre i consumi interni danno deboli cenni di ripresa.

 

Nei primi cinque mesi del 2017 le esportazioni hanno raggiunto i 3,77 miliardi di euro, in aumento del +3,5% rispetto allo steso periodo del 2016, raggiungendo il valore più alto degli ultimi 15 anni. 7 paia di calzature su 10 sono acquistate dai vicini europei tra cui spicca la Francia, primo mercato estero che in base ai dati Istat da gennaio a maggio ha acquistato il 2,5% in più in volumi.

 

Gli industriali non si spiegano il boom in Spagna (+18% le quantità) mentre la Germania evidenzia un calo nelle quantità ma cresce in valore, in analogia con il Regno Unito, a testimoniare la propensione all'acquisto di proposte di più alta qualità.

 

Il calzaturifici italiani continuano a esportare il 33% in meno in Russia, rispetto al 2013 ma in questo periodo recuperano: +33% i volumi.

 

Migliorano gli Usa (+5%) ma delude il Canada (-13%), dove si spera che il recente accordo commerciale Ceta, che entrerà in vigore in via provvisoria il 21 settembre (con l'immediata abolizione dei dazi), cambi la situazione.

 

Il Far East presenta un netto calo in Giappone (-13%) e Hong Kong (-9,5%) mentre la Cina compra il 7,7% in più in quantità, continua a crescere, inoltre la Corea del Sud (+12%).

 

A livello merceologico il primato nei flussi di vendite all'estero spetta alle scarpe in pelle, che registrano un incremento in volume (+2,7%) ma restano stabili in valore (-0,1%). La performance migliore è registrata dalle calzature sportive (+7,2%)

 

I consumi interni danno deboli segnali positivi in volume (+0,4%) e in valore (+0,9%): risultanti poco entusiasmanti ma che incoraggiano dopo otto anni di marcata erosione e la leggera flessione del 2016.

 

A fine giugno si contano 80 calzaturifici in meno, ma gli addetti sono aumentati di 282 unità, anche per effetto dell'assorbimento, da parte di aziende medie e grandi, di alcuni dipendenti delle aziende che hanno cessato l'attività.

 

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