Statistiche

Filatura italiana: il 2017 inizia in salita

Avvio d'anno non troppo roseo per la filatura italiana, che nel primo trimestre registra un -4,8% della produzione. Grazie al recupero di aprile (+2,9%), il quadrimestre termina con un -1,5%. Segni meno anche per l'export nelle statistiche di Smi-Sistema Moda Italia pubblicate alla vigilia di Pitti Filati (nella foto, una proposta di Zegna Baruffa Lane Borgosesia, tra gli espositori del salone).

 

Da gennaio a marzo le vendite all'estero hanno subito un calo del 3,6% a 213 milioni di euro. L'import ha registrato un -0,7% a 242 milioni, provocando un disavanzo della bilancia commerciale del comparto di 29 milioni.

 

Più in dettaglio, le vendite estere dei filati laniero cardato e misto chimico/lana hanno registrato una flessione rispettivamente del -5,7% e del -9,2%, mentre il filato per aguglieria ha ceduto oltre il 17%. Fanno eccezione il filato laniero pettinato (+0,2%) e il cotoniero (+2,1%). Il lino segna un -13%. 

 

Analizzando i mercati di sbocco, Hong Kong primeggia tra i buyer di filati in lana cardata (18,8% del totale esportato dall’Italia) ma registra un -40,6%. Segni positivi, invece, da Regno Unito (+1,1%), Croazia (+50,8%) e Romania (+9%). 

 

Anche l’export di filati pettinati vede al primo posto Hong Kong (con un’incidenza sul totale del 19,8%), che ha aumentato gli ordini del 5,3%. Diminuzioni non marginali per Romania e Repubblica Ceca (-18,5% e -23,8%), mentre la Francia evidenzia un calo degli acquisti del 3,5%. La Turchia cresce del 33,5%, ma rappresenta poco più del 7% dell’export del comparto.

 

I filati misti chimico/lana mostrano un decremento piuttosto accentuato verso la Croazia (-33,8%) a cui si contrappone il buon andamento dell’export verso l'Austria (+10,8%) e la Bulgaria (+37,2%).

 

Per quanto riguarda i fili di cotone, Germania e la Repubblica Ceca (prime due destinazioni) rivelano rispettivamente una flessione del -3,8% e del -5,4%. In area negativa anche Francia (-1,4%) e Spagna (-5,3%). Sale del 29,2%, invece, l’export diretto in Croazia.  

 

Questo inizio d'anno segue a un 2016 non troppo soddisfacente in cui l'industria dei filati ha totalizzato 2,8 miliardi di euro di ricavi, in calo del 2,7%. Le vendite all'estero sono diminuite del 4,9% a 828 milioni, mentre le importazioni sono salite del 3,8% a 881 milioni.

 

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