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Moda maschile italiana: trend ancora positivo per l'export

Il 2014 della moda maschile italiana parte con il segno più. Almeno per quanto riguarda le esportazioni, che secondo un'analisi di Smi registrano un +4,7% nei primi due mesi dell'anno, dopo il +4,3% del 2013.

 

Un'indagine campionaria condotta da Sistema Moda Italia presso un panel di aziende del menswear indica un calo del 2,6% della domanda interna, nel primo trimestre 2014, in miglioramento dal -7% dello stesso periodo del 2013. Per quanto riguarda gli ordini, quelli per l'estero si presentano lievemente sotto i livelli di un anno prima (quando la crescita era stata dell'11,8%), mentre quelli nazionali decelerano (-2,8%). Mentre Pitti Uomo scalda i motori, fa ben sperare il fatto che il 63% del campione di aziende intervistate confidi in una stabilità del business e un altro 18% preveda un miglioramento.

 

Nel 2013 la moda maschile ha realizzato un fatturato di 8,52 miliardi di euro, in calo dello 0,6% sull'anno prima. Le esportazioni sono aumentate del 4,3% a 5,27 miliardi, a fronte di un -4,4% dell'import, a 3,37 miliardi. Così l'attivo commerciale è salito da 1,5 a 1,9 miliardi. I consumi di moda maschile degli italiani, lo scorso anno, si sono ridotti del 9,3% (nella foto, Stella Jean per Pitti Italics, lo scorso gennaio).

 

 

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