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Tessitura italiana: un inizio d'anno migliore del 2015

L'industria italiana della tessitura comincia l'anno con dinamiche migliori rispetto al 2015. L'export sale dello 0,5%, l'import resta stabile (+0,1%) e la bilancia commerciale si mantiene in attivo, sfiorando gli 830 milioni di euro.

 

In base ai dati diffusi dall'Istat sulla produzione industriale, tra gennaio e marzo i tessuti hanno registrato un -2,3%, mentre da aprile a giugno il calo è stato più contenuto (-1%).

 

Per quanto riguarda l'export, nelle stime di Smi-Sistema Moda Italia sui primi cinque mesi del 2016 emergono performance molto disomogenee. I tessuti lanieri  pettinati registrano un +3,3%, i cardati un +5,4% (nella foto, alcune proposte Tollegno 1900, di scena a Milano Unica). Netta accelerazione per il lino (+20%), mentre il cotone retrocede leggermente (-0,9%). In flessione la maglieria (-3,2%) e le stoffe in seta (-4%, ma il tessuto serico in fibre chimiche fa eccezione con un +5,9%).

 

Nel complesso l'export dei primi cinque mesi ha registrato una tenuta (+0,5%), contro la flessione di gennaio-maggio 2015 (-2,3%).

 

Tra i primi 10 mercati di sbocco spiccano la flessione della Germania (-2,2%) e della Spagna (-6,9) e, fuori dall'Europa, l'arretramento degli Stati Uniti (-11%) e di Hong Kong (-6,9%). Fra i buyer europei, positiva la domanda di Francia (+1,1%), Romania (+7%) e Portogallo (+4,3%). Incrementano gli acquisti anche Tunisia e Turchia (+2,2% e +1,4%) e, in misura inferiore, la Cina (+0,8%).

 

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