Strategie

Il Marocco vuole conquistare le aziende del lusso accessibile

Maroc in Mode e Maroc in Sourcing si è chiusa con la presenza di 756 buyer. Al salone di Casablanca, che si è svolto dal 10 al 12 ottobre, hanno preso parte catene come Etam e Corte Inglès e importanti brand fashion, come gli italiani I Pinco Pallino ed Ermanno Scervino. Nomi che indicano la strategia futura: cercare clienti nel segmento di gamma più elevato rispetto al passato.

 

Le rassegna - organizzate da Amith, l’Associazione delle Industrie Marocchine del Tessile e dell’Abbigliamento - hanno rappresentato un'iniezione di fiducia per le aziende del settore (circa 120 quelle partecipanti all'ultima edizione), che nonostante la crisi sta mostrando segni di vitalità. "Abbiamo 1.400 imprese di abbigliamento e accessori in Marocco - ha spiegato Mohamed Tazi, managing director di Amith - e il settore impiega 175mila addetti, pari a circa il 39% della forza lavoro marocchina. Il Marocco ha delle buone chance di crescita, ma dobbiamo cercare di conquistare una clientela diversa, più alta rispetto a quella che tradizionalmente visita il nostro Paese".

 

Il punto di partenza verso l'upgrading della manifestazione è l'elenco dei compratori che hanno fatto tappa al Centre des Expositions et de Conférences de l'Office del Changes di Casablanca. Tra i buyer in visita a Maroc in Mode e Maroc in Sourcing molti importanti marchi europei: da Bugatti a Barbour, da Petit Bateau a Conbipel, passando per Luisa Spagnoli e Kookaï.

 

Secondo le ultime stime sul mercato, l'industria marocchina del fashion dovrebbe chiudere il 2012 con esportazioni pari a 2,78 miliardi di euro. Nel periodo gennaio-settembre il fatturato dell'export ha raggiunto quota 2,03 miliardi, in linea con il turnover dello spesso periodo di un anno fa.

 

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