Strategie

Il ritorno a settembre di Who's Next: «Comincia una nuova era»

Al via domani, 4 settembre, l'edizione estiva di Who's Next, che torna in scena a settembre, dopo la scelta dell'anticipo a luglio, presa tre anni fa. Non un ritorno al passato, ma l’inizio di una nuova era per il salone, come spiega in un'intervista a Fashion Boris Provost, director of brand strategy and international development dell’ente organizzatore, Wsn Developpement.

 

«Nuove date, nuove prospettive»  è lo slogan coniato per suggellare il cambio di date. Perché questa decisione?

Tre anni fa abbiamo deciso di anticipare le date estive da settembre a luglio. Pensavamo fosse necessario soddisfare le necessità dei buyer provenienti dai Paesi lontani, che spesso fanno acquisti molto presto in stagione. Tuttavia il cambiamento non è andato bene a tutti i compratori, soprattutto quelli provenienti da Italia e Francia (che sono le due nazioni da cui arrivano più operatori) perché lì, ai primi di luglio, iniziano i saldi. Viviamo questo cambiamento come un nuovo inizio. Abbiamo celebrato il nostro 20esimo anniversario lo scorso gennaio e il nostro motto «For the next 20 years» era già esplicativo del desiderio di guardare avanti.

 

Come si è trasformato nel tempo il salone?

Il nostro obiettivo oggi è fare di questa manifestazione l’appuntamento clou per la moda a livello internazionale e non una semplice piattaforma di ven­dita. Dopo il successo della prima edizione del concorso dedicato ai giovani stilisti, siamo al secondo appuntamento. Nei mesi passati abbiamo imple­mentato la partnership con le scuole di moda internazionali, visitando alcuni dei “graduate show” degli istituti più importanti, scegliendo i migliori da portare in passerella in occasione della sfilata in programma il primo giorno dell’edizione di settembre (il 4). Fra i partecipanti ci sono la Parsons NY/Paris, l’Istituto Marangoni, il Royal College of Art e l’Esmod.

 

Quanti sono gli espositori a Who’s Next e Première Classe?

Saranno 800 le label presenti a Who’s Next e altrettante a Première Classe (200 marchi parteciperanno negli stes­si giorni a From, il nostro trade show dedicato al sourcing, anch’esso in pro­gramma a Porte de Versailles). Su 800 nuove richieste di partecipazione, solo 250 sono state accolte, di cui 80% pro­venienti da oltreconfine.

 

Quante sono le etichette straniere presenti e quanti i buyer stranieri?

Su un totale di 1.700 marchi, circa il 60% proviene dall’estero. Lo scorso gennaio erano circa 100 gli espositori italiani presenti a Who’s Next e 160 quelli a Première Classe. Gli italiani sono sempre stati una presenza nutrita alla manifestazione, soprattutto a Pre­miére Classe, nelle aree dedicate a borse, articoli in pelle e scarpe. Quanto ai visitatori, il 65% dei 50mila presenti, vengono dalla Francia.

 

Il vostro è un salone B2B. In che modo dialogate con il consumatore finale?

Nelle due edizioni passate abbiamo invitato moltissimi fashion influencer. Sono nate collaborazioni tra marchi e blogger e sono stati messi in evidenza i nuovi trend. Di recente abbiamo chiesto ad alcuni dei brand più innovativi di la­vorare in collaborazione sul tema “glow in the dark”. Fra questi ci sono Reebok x Mademoiselle Pierre, Spektre, Senz per citarne alcuni.

 

L'intervista, oltre che su fashionmagazine.it, è pubblicata sul numero 12 della nostra rivista Fashion, in distribuzione al salone parigino.

 

 

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