Strategie

Marenzi: "Allo studio un nuovo format per le fiere all'estero"

Per promuovere la moda italiana all'estero è importante un lavoro d'équipe, che coinvolga oltre al tessile-abbigliamento anche le calzature. Ne è convinto Claudio Marenzi, presidente di Smi, che anticipa: "Con Calenda e con l'Ice stiamo lavorando a un nuovo format per le fiere".

 

L'associazione di categoria insieme al viceministro per lo sviluppo economico e l'agenzia per la promozione e l'internazionalizzazione delle imprese italiane sta, infatti, studiando una nuova "vetrina" per i saloni all'estero, che valorizzi il made in Italy "nella sua uniformità", come ha anticipato oggi il neopresidente di Smi, intervenuto al secondo forum Internazionalizzazione Made in Italy realizzato a Milano da Messe Frankfurt (tra le società fieristiche leader nel mondo) con Il Sole 24 Ore.

 

Parlando di Cina, Marenzi ha detto che Milano Unica a Shanghai (promossa dalla stessa Messe Frankfurt) "funziona molto bene" e che sarà un appuntamento fisso, due volte l'anno. "Loro - ha spiegato, con riferimento agli operatori locali - se lo aspettano. Sono nate molte collaborazioni sul posto: il tessile ha quasi più chance della moda". "La Repubblica Popolare - ha precisato - è ancora un mercato aspirazionale: hanno successo i grandi marchi della moda, ma quelli medi fanno fatica. Per il tessile, invece, c'è interesse perché i prodotti italiani permettono un upgrading, ai produttori cinesi che operano su un segmento di qualità bassa.

 

Marenzi ha inoltre ricordato che Smi ha un desk a Shanghai per supportare le aziende, associate e non, che voglio approcciare l'ex Celeste impero. "Per i più - ha allertato il presidente - si tratta di un mercato dove seminare per raccogliere nei prossimi 50 anni, non nei prossimi cinque".

 

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