Strategie

Messe Frankfurt: i saloni come strumento d’internazionalizzazione

Si è parlato del ruolo strategico del fiere per promuovere il made in Italy all'estero, al Forum internazionalizzazione Made in Italy di stamattina, a Milano, organizzato da Messe Frankfurt in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Ad aprire i lavori Detlef Braun (nella foto) e Donald Wich. Tra i relatori Michele Tronconi, che ha parlato del circuito virtuoso avviato con Milano Unica Cina.

 

Braun e Wich, rispettivamente membro dell’executive board della società tedesca e a.d. della filiale italiana, hanno illustrato le dimensioni del business del colosso fieristico, che organizza circa 100 rassegne all’anno, di cui 63 al di fuori dei confini della Germania, coinvolgendo 30 diversi poli espositivi.

 

Tra questi spicca Intertextile, fiera tessile che si tiene due volte l’anno in Cina e che la scorsa primavera ha visto il debutto nella capitale di Milano Unica Cina, cui è seguita, il mese scorso a Shanghai, una seconda edizione. “Una case history di successo - ha spiegato Braun a fashionmagazine.it prima dell’inizio del convegno -, anche grazie al mix tra momento espositivo ed eventi in stile italiano di alto livello: la formula giusta per comunicare un prodotto d’eccellenza quale i tessuti made in Italy”. Tant’è che l’appuntamento di ottobre ha visto un +24% di espositori e un +50% di visitatori. “Un risultato quest’ultimo – ha aggiunto Braun – che testimonia il crescente interesse dei confezionisti asiatici per materiali di altissima qualità come quelli italiani, che ben rispondono alle loro strategie di upgrading delle proprie produzioni”.

 

Non a caso proprio nel corso dell’ultima trasferta a Shanghai è stata raggiunta un’intesa triennale e trilaterale tra Messe Frankfurt, Milano Unica e il consiglio degli industriali tessili cinesi Ccpit Tex, in base al quale il salone italiano del tessile sarà presente nella Repubblica Popolare fino a ottobre 2015: “Milano Unica Cina è un perfetto esempio di ‘coopetition’ – ha commentato Braun - ovvero una ‘cooperazione tra competitor’, in una logica win-win che porta benefici a tutti e permette di vincere sfide importanti”.

 

Parlando dell'accordo, il presidente di Smi Michele Tronconi ha evidenziato il fatto che con la partecipazione a Intertextile si è creato un circuito virtuoso: dopo l'esperienza positiva, infatti, molti operatori cinesi sono successivamente venuti a Milano. "Il tutto - ha precisato - non sarebbe stato possibile se prima non avessimo aperto un ufficio a Shanghai, allo scopo di aiutare le imprese ad avvicinarsi al mercato cinese". Tuttavia, secondo Tronconi, "si vince all'estero quando si risolvono i problemi in casa", alludendo anche agli alti costi dell'energia che devono sostenere le imprese del made in italy. "Esporteremo di più - ha concluso - solo quando produrremo di più e meglio, a costi più bassi".

 

Tra i relatori di oggi anche Pier Paolo Celeste, direttore del dipartimento servizi dell'Ice, altro partner italiano importante per la Fiera di Francoforte, come ha ricordato Donald Wich. Celeste ha spiegato come le manifestazioni fieristiche possano rappresentare dei veri e propri business partner per sbarcare all'estero. Nonostante il taglio dei fondi del 50% dal 2010 a oggi, quest'anno l'Agenzia ha investito in progetti di promozione all'estero 23,5 milioni di fondi pubblici e 14 milioni di capitali privati. 245 le iniziative e 57 i mercati di intervento, con focus soprattutto su Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa, Brics, Nord America, Canada ed Europa.

 

 

 

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