TESSILE

Flette del 2,3% il fatturato della tessitura italiana nel 2015. Ma l’andamento varia a seconda dei comparti

Secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Sistema Moda Italia, il fatturato della tessitura italiana dovrebbe flettere nel 2015 del 2,3%, scendendo a 7,8 miliardi di euro rispetto ai quasi 8 miliardi di euro messi a segno nel 2014.

 

La bilancia commerciale del settore rimane tuttavia sui livelli dello scorso anno, con un attivo di circa 2,3 miliardi di euro, frutto del maggior calo delle importazioni (-2,6%) rispetto alle esportazioni (-2,4%), il cui valore è stato di oltre 4,3 miliardi di euro.

 

Cina (+9,6%), Hong Kong (+8%) e Usa (+16%), con la loro crescita nel periodo gennaio-ottobre 2015, concorrono a portare in area positiva le esportazioni verso i Paesi extra Ue (+0,4%), che incidono per il 48% sul totale dell’export, a fronte di un calo quasi generalizzato dei flussi verso i 28 Paesi dell’Unione Europea.

 

Le differenti tipologie di tessuto mostrano un andamento diverso sui mercati nei primi dieci mesi del 2015: il laniero mette a segno un +6,2% nel cardato e un +5,6% nel pettinato. Crescono del 4,9% pure i tessuti di lino. Mentre il tessuto cotoniero e a maglia arretrano entrambi del 7%. In decremento dell’1,4% sia i tessuti serici in fibre chimiche sia la pura seta. (nella foto, un tessuto di Vitale Barberis Canonico)

 

 

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