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Première Vision chiude in positivo. Pasquet: "Puntiamo su idee e innovazione"

Sorride, Philippe Pasquet, presentando il bilancio dell'edizione di Première Vision che si è chiusa nei giorni scorsi con 46.266 visitatori: una cifra stabile rispetto al settembre 2011 e con un +6,8% sul febbraio scorso. "Mi sento quasi a disagio quando annuncio questi risultati - dice il presidente della manifestazione tessile francese -. La situazione dei mercati resta difficile a livello di consumi, è vero. Ma per noi le cose vanno decisamente bene".

 

Qual è la formula magica? "Una strategia mirata a mettere in risalto la creatività e la qualità del prodotto - risponde Pasquet -. Nei periodi di crisi il valore aggiunto ricercato dal comparto del fashion sono le idee e l'innovazione, non il prezzo". Tra gli stand, pur non essendoci euforia, si è avvertita un'aspettativa forte, soprattutto nei confronti dei Paesi emergenti. In effetti, il grande atout strategico di Première Vision sta nella sua internazionalità e quest'edizione lo conferma: il 73% dei visitatori proveniva da oltrefrontiera, con incrementi anche a doppia cifra da alcuni mercati. Stabili le presenze italiane (3.767, +0,5%).

 

Con un'offerta che Pasquet definisce "giusta e adeguata al mercato» e un turnover bassissimo di espositori, che oscilla tra il 2 e il 3% ("Abbiamo un tasso di fedeltà decisamente alto", precisa il manager) Première Vision ha anche investito molto sul web. "Del resto - riflette Pasquet - un tempo le aziende tendevano a nascondere i loro tessuti mentre oggi hanno capito, anche grazie a noi, l'importanza di comunicare e di farlo velocemente".

 

La nuova sezione Knitwear Solution (26 nomi, dei quali 11 italiani e altrettanti cinesi) ha permesso di colmare una "lacuna". "Per la prima volta ci siamo focalizzati sui prodotti finiti - chiarisce il presidente di PV - perché è così che oggi lavora il mercato". Dal punto di vista internazionale -, con 24 kermesse organizzate a New York, Shanghai, Pechino, Mosca e San Paolo del Brasile - Première Vision rivendica un ruolo da leader. Il prossimo appuntamento è in Cina, il 23 e 24 ottobre a Shanghai. Un ritorno in Giappone resta per ora tra i progetti nel cassetto. "Ci torneremo, come arriveremo probabilmente un giorno in India - conclude Pasquet - ma non è ancora il momento".

 

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