Tendenze

I nostri sondaggi: le vendite di abbigliamento infantile in Italia

Dettaglianti insoddisfatti, in merito alle vendite di childrenswear per la stagione autunno-inverno 2012/2013. Nel campione esaminato da Fashion, ben l'82% ha accusato una contrazione delle vendite di abbigliamento e un altro 56% ha avvertito un calo anche negli accessori (vedi anche nella sezione del sito Retail/Sondaggi fra i dettaglianti).

 

Per di più, le vendite a prezzo pieno si sono limitate a un 30%-40% dell'assortimento totale, secondo metà del panel (quasi una sessantina di negozianti, in rappresentanza dei migliori multimarca italiani specializzati) e sono risultate addirittura inferiori al 30% per un altro 24%. Più in dettaglio, la flessione ha riguardato prevalentemente il segmento kid (maschile e femminile) e teen maschio, mentre le classi teen femmina e neonato/baby sono rimaste stabili. Inoltre si è ampliato il divario tra le collezioni realizzate dalle aziende dedicate al childrenswear e le proposte delle griffe italiane: le prime vincono in termini di sell out raccogliendo ben il 70% delle preferenze, contro il 19% delle seconde. La fascia di prezzo risultata a prova di crisi è quella media (per il 32% del panel), seguita a breve distanza dall'alto di gamma (28%).

 

A livello merceologico, per i bambini sono stati acquistati soprattutto T-shirt, pantaloni casual e piumini, mentre per le bambine gli acquisti si sono focalizzati su abitini, legging e magliette. Quanto agli accessori, i retailer (nella foto, la boutique Ok Group ad Angri, Salerno) eleggono come best seller al maschile le sneaker e i berretti, mentre quelli al femminile sono gli stivali e le sciarpe. La versione integrale del sondaggio si leggere sul numero 1857 di Fashion in distribuzione in questi giorni.

 

stats