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Pitti Filati n.77 in linea con gli alti numeri di un anno fa

Dinamismo e vivacità alla 77esima edizione di Pitti Filati terminata venerdì 3 luglio. Da una prima stima degli organizzatori di Pitti Immagine i buyer che hanno frequentato il salone sono stati 5.200, confermando i numeri di un anno fa (quando si era registrato un +8,5%). In linea anche l'affluenza degli italiani.

 

I compratori esteri sono arrivati soprattutto da Francia, Hong Kong, Belgio, Svezia, Est Europa e Repubbliche Baltiche. Riscontro positivo anche da parte di mercati emergenti del Sud America.

 

«Questa edizione è andata molto bene - commenta Paola Rossi, marketing manager di Zegna Baruffa Lane Borgosesia -. Le nostre agende erano colme di appuntamenti con i rappresentanti di tutti i mercati. Forse erano meno presenti i cinesi, a breve impegnati con SpinExpo». «Credo che il motivo di questa nuova primavera di Pitti Filati - dice Federico Gualtieri, a.d. di Filpucci - sia la diffusa presenza di filati prodotti in Italia, che resta un parametro imprescindibile per molti mercati. In particolare in questi giorni abbiamo ricevuto tanti cinesi e giapponesi che fanno del made in Italy la condizione essenziale del loro acquisto, proprio per differenziarsi nel lusso».

 

 «Abbiamo registrato una grande affluenza, più che nell’ultima edizione, che era già stata positiva - afferma Cristiana Cariaggi, consigliere di amministrazione del Lanificio Cariaggi -. Una presenza continua, in tutte le giornate, e assolutamente produttiva. Rimane una certa attenzione al prezzo, ma c’è voglia e disponibilità a sperimentare. Il Made in Italy continua a esercitare un grande appeal sui mercati, anche per l’attenzione alla sostenibilità». «Questa edizione è stata davvero ottima - sostiene Antonio Carli, direttore vendite di Olimpias -. Abbiamo visto buyer da tutti i mercati rilevanti e i nostri clienti consolidati c’erano tutti: Pitti Filati resta un’importante occasione d’incontro».

 

«Abbiamo notato molti compratori dagli Usa, tanti dal Far East e molti giapponesi - specifica Gianni Fantini, direttore commerciale Italia di Tollegno 1900 -. Anche l’Italia è andata bene. Del resto, noi serviamo maglifici che al 70% lavorano per marchi stranieri, quindi non percepiamo particolarmente le difficoltà domestiche». «Già dalla prima giornata abbiamo avuto un incremento del 60% delle visite rispetto alla scorsa edizione», commenta Alberto Savio, ceo di Safil che coneferma l’ottima presenza di visitatori dagli Stati Uniti. «Abbiamo rilevato un grande interesse per la maglieria - dice Lola Coppini, dirigente di Lineapiù Italia -. Il prezzo è  ancora molto importante, ma il cliente è pronto a valutare, se trova qualità e innovazione». «Buoni incontri e meno musi lunghi - sintetizza Elena Salvaneschi, socia di Iafil -. Si sono visti tanti americani in giro e abbiamo avuto una conferma dell'interesse da parte dei cinesi, sintomo che qualità e made in Italy sono un plusvalore riconosciuto».

 

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