Tracciabilità

Tronconi sulla riapertura del caso made in: "Non facciamoci mettere i piedi in testa"

“L'approvazione da parte del Parlamento europeo delle due interrogazioni presentate ieri da Muscardini, Susta e Rinaldi - dice Michele Tronconi, presidente di Smi - dimostra che i parlamentari europei sono molto più pragmatici nella difesa dei diritti dei cittadini europei, siano essi consumatori o produttori, rispetto sia alla Commissione che al Consiglio.

 

"Solo con tale pragmatismo - sottolinea - si può pensare di dare trasparenza al mercato e convenienza alle produzioni comunitarie: aspetti da cui dipende anche la tenuta dei livelli occupazionali". "È bene - aggiunge - che i rappresentanti del popolo europeo ricordino alle altre istituzioni che se in America il presidente Barack Obama punta tutto sul made in Usa e sul ritorno al manifatturiero, forse è il caso che le ricette iperliberiste utili ai grandi trader del Nord Europa vengano riequilibrate con almeno un po’ di trasparenza". "Dal punto di vista politico - conclude il presidente di Sistema Moda Italia - la campana suona anche per il Governo italiano: non facciamoci mettere i piedi in testa, come se ci si vergognasse del made in Italy!".

 

Di fatto, la decisione di ieri del Parlamento Ue riapre i giochi, dopo la decisione della Commissione, appresa in ottobre, di ritirare dal suo programma di lavoro per il 2013 la proposta di regolamento per l'indicazione obbligatoria della denominazione di origine dei prodotti extraeuropei. Proposta che nel 2010 aveva già ottenuto un ampio consenso da Bruxelles.

 

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