Trend annuale

Sul tessile-moda made in Italy pesa il segno negativo

Dopo un biennio in territorio positivo, le maggiori variabili che determinano il trend 2012 del tessile-moda italiano sono a segno meno. A partire dal fatturato, che nell'anno ha superato di poco i 51 miliardi di euro (-3,2% rispetto al 2011). Perse più di 1.800 aziende.

 

Penalizzate, ma non troppo, le esportazioni: 26,68 miliardi di euro in valore, in calo dello 0,8% sul 2011, come emerge da un report di Sistema Moda Italia, presentato oggi in concomitanza con l'assemblea annuale dell'associazione. L'Ue, in particolare, ha accusato un -5,3%, mentre i Paesi extraeuropei hanno realizzato complessivamente un +4,9%, sostenuto dal +15% degli Usa, dal +14,9% del Giappone e dal +18,3% della Cina.

 

Le importazioni dell'anno sono a loro volta diminuite a 17,94 miliardi di euro (-11,8%), comportando un incremento dell'avanzo commerciale, che ha raggiunto gli 8,75 miliardi (+33%). Con questa cifra il tessile-moda resta comunque tra i settori strategici del manifatturiero nazionale, al quinto posto per l'attivo commerciale dopo la meccanica strumentale, la metallurgia, il settore che accorpa gomma, plastica e minerali non metalliferi, nonché il coke unito ai prodotti petroliferi raffinati. Il tessile-moda allargato (comprensivo anche della pelle e delle calzature) ha inoltre concorso al 9,6% del valore aggiunto prodotto dalla manifattura italiana, come pura al 14,2% dell'occupazione e al 7,1% delle esportazioni.

 

L'Italia rappresenta il 27,6% delle aziende del tessile-moda europeo e il 30,9% del giro d'affari, secondo i dati di Euratex. Su scala internazionale, confrontando i dati del 2011, il nostro Paese è il secondo esportatore del macro-comparto dopo la Cina, mentre è leader nell'export di filati e tessuti lanieri. In altre aree resta tra i principali player, nonostante la concorrenza aggressiva: è secondo esportatore di tessuti in seta, di abbigliamento in tessuto e calzetteria, mentre scende al sesto e quinto posto rispettivamente nell'export dell'industria cotoniera e della maglieria.

 

Nel 2012 il numero di aziende del comparto è sceso a 50.039: 1.834 in meno rispetto al 2011 e 9.711 in meno rispetto al picco del 2006, dopo il quale il trend si è mantenuto discendente. Nell'anno si sono inoltre persi 23.600 posti di lavoro: il numero totale degli addetti è infatti diminuito a quota 423.300 (erano 516.700 nel 2006).

 

 

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