UN REPORT DI DELOITTE

M&A di fashion e lusso: più competitor esteri, attira il brand heritage

Secondo la nuova edizione dell'Italy Private Equity Confidence Survey, report semestrale di Deloitte, le prospettive degli operatori di private equity e venture capital (PE/VC) per il secondo semestre 2015 sono all'insegna di una crescita dei volumi di attività. Nelle merger and acquisition del Fashion & Luxury si accentua la competizione, soprattutto da parte dei player stranieri. Suscitano interesse i sotto-comparti dell'abbigliamento e della pelletteria, con un dna strutturato.

 

Il 55,9% degli addetti ai lavori interpellati per la ricerca crede che, in generale, i livelli di attività PE/VC cresceranno. I più sono inoltre fiduciosi sul fatto che entro 12 mesi sia possibile uscire dal tunnel della crisi economica, per lo meno nel loro ambito.

 

Per il terzo trimestre consecutivo, la maggioranza si attende di concentrare l'attenzione sulla ricerca di nuovi investimenti, il che viene definito «prioritario» dal 64,7% degli intervistati.

 

In base allo studio di Deloitte, le operazioni di PE/VC saranno rivolte a imprese di medie dimensioni, con un fatturato compreso fra i 30 e i 100 milioni di euro, con preferenze più spiccate verso il replacement capital, i leveraged buyout (LBO) e il supporto al management buyout (MBO), mentre nei semestri passati ci si concentrava sull'expansion capital e simili.

 

Le attese per il secondo semestre di quest'anno mostrano un consolidamento delle attività e dei volumi nel Fashion & Luxury da parte di chi agisce in ambito PE/VC: secondo il 70% del panel di Deloitte, si rimarrà sui livelli del semestre precedente, con il riscontro di una prevalenza di fattori positivi rispetto a quelli negativi nella valutazione delle possibilità di investimento nel comparto.

 

In particolare, i due elementi "a favore" sono il potenziale di crescita nei Paesi emergenti, segnalato dal 17%, e l'attesa di ritorni superiori alla media, secondo il 14,5% di coloro che hanno risposto al sondaggio. Invece l'ostacolo numero per i nuovi investimenti sono, per il 22%, le elevate valutazioni raggiunte dal Fashion & Luxury.

 

Restando in questo settore, lo scenario delle merger and acquisition (M&A) è all'insegna di un'elevata concorrenza, non tanto da parte di player italiani, quanto da realtà straniere, provenienti sia dalle economie mature, sia da quelle in via di sviluppo.

 

Per la seconda parte di quest'anno il PE/VC sembra interessato soprattutto ai "sotto-comparti" dell'abbigliamento e dei "leather good", indicati rispettivamente come focus nel 26% e nel 19,6% dei casi. Società con un forte brand heritage e un'elevata qualità/artigianalità, meglio se a proprietà familiare e con una dimensione media inferiore ai 100 milioni di euro.

 

Complessivamente, la fiducia nella bontà degli investimenti già effettuati nel campo del Fashion & Luxury è alta: il 25% degli operatori si aspetta un rendimento (IRR) sul proprio investimento oltre il 30%, contro il precedente 6%. L'attesa del 57% dei personaggi coinvolti nella ricerca è di un 20%-30%.

 

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