UNA RICERCA DI CUSHMAN & WAKEFIELD

Centri commerciali: 34 opening in Europa nel primo semestre. Boom della Turchia

Lo sviluppo di nuovi centri commerciali in Europa rallenta, ma la pipeline si conferma solida: nel primo semestre dell'anno sono stati inaugurati 34 nuovi shopping center e 21 ampliamenti, per una superficie totale di 1,2 milioni di metri quadri. La Turchia il mercato di gran lunga più attivo.

 

Ad affermarlo è il report "European Shopping Centres: The Development Story", pubblicato da Cushman & Wakefield, secondo il quale l’attività di sviluppo di nuovi centri commerciali in Europa ha fatto aumentare la superficie complessiva fino a raggiungere 160,8 milioni di metri quadri.

 

Nei primi sei mesi di quest'anno sono stati completati 825mila metri quadri nell’Europa Centro-Orientale (Cee), rispetto ai 344mila ultimati nell’Europa Occidentale, che pure pesa per oltre due terzi (68%) della superficie complessiva di shopping center esistenti.

 

In totale, sono stati aperti 34 nuovi centri (che rappresentano l’84% della superficie completata nel primo semestre), ai quali si aggiunge l’ampliamento di 21 strutture.

 

La Turchia è stata protagonista di un exploit, con circa 566mila metri quadri (il 48% della nuova superficie aperta), seguita dalla Russia con 186mila metri quadri.

 

Quanto al nostro Paese, si colloca in terza posizione con oltre 100mila metri quadri, che comprendono 47mila metri quadri del nuovo Adigeo, inaugurato da Ece a Verona a marzo, e 35mila metri quadri dell’ampliamento di Oriocenter da parte del Gruppo Percassi e Commerz Real AG lo scorso maggio. 

 

La superficie completata nel primo semestre risulta in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2016: «Una diminuzione - spiega lo studio - riconducibile all’aumento della competizione, così come al cambiamento dei comportamenti di acquisto e alla crescita dell’e-commerce».

 

Entro la fine del 2018 si prevede il completamento di altri 6,8 milioni di metri quadri, attualmente in costruzione.

 

«Con l’evoluzione del retail, anche i centri commerciali stanno attraversando una significativa fase di transizione - commenta Silvia Jodlowski, autrice della ricerca -. L’attenzione si è spostata sulla creazione di spazi che possano attrarre, ispirare e coinvolgere i consumatori, facendo leva sulla dimensione esperienziale impossibile da replicare online. Le proprietà rispondono ampliando e rinnovando i centri esistenti e diversificando il tenant mix in funzione delle esigenze del bacino di riferimento. Molte strutture propongono nuove soluzioni tecnologiche e servizi per favorire la socialità, mentre gli operatori continuano a sperimentare concept e format innovativi». 

 

Andando più nel dettaglio, in Europa Occidentale a metà anno la superficie complessiva era pari a 109,1 milioni di metri quadri. Nonostante una limitata attività nei principali tre mercati dell’Europa Occidentale (Regno Unito, Francia e Germania), lo sviluppo di nuovi progetti è stato vivace nel Sud Europa. L’Italia è stato il Paese più dinamico, con oltre 100mila metri quadri di nuova superficie, che rappresentano più del 30% del totale inaugurato nell’Europa Occidentale nel primo semestre 2017.

 

Nei Paesi del Nord Europa, pur a fronte di un’elevata densità di centri commerciali esistenti, lo sviluppo è sostenuto dalla forte crescita demografica nelle aree metropolitane e dall’andamento positivo dei consumi. Entro la fine del 2018 si attende il completamento di oltre 500mila metri quadri, attualmente in cantiere, il 40% dei quali si trova nelle piazze principali.

 

Spostandoci in Europa Centrale e Orientale, Istanbul (che registra i più alti livelli di sviluppo a livello europeo) assorbe il 35% della nuova superficie completata in Turchia. Secondo le previsioni, l’attività resterà intensa nel Paese, nonostante un lieve ridimensionamento dell’occupazione.

 

La Russia ha la pipeline più elevata a livello europeo, con 1,7 milioni di metri quadri – corrispondenti a un quarto della superficie totale – il cui completamento è previsto tra la seconda metà del 2017 e il 2018. Mosca rappresenta solo il 13% della pipeline russa, mentre l’attività di sviluppo si rafforza nelle aree più periferiche, come Vladivostok, Khabarovsk e Grozny.

 

La Polonia, che nella prima metà dell’anno ha visto una limitata attività di espansione, si prepara all’apertura di 600mila metri quadri di nuova superficie, di cui circa un terzo a Varsavia, dove i costi di costruzione superiori alla media non hanno scoraggiato la realizzazione di nuovi progetti.

 

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