UN'ANALISI DI GLOBAL BLUE

I russi comprano meno. E il tax free shopping europeo ne risente

Nei primi nove mesi del 2014, per la prima volta in sei anni, secondo Global Blue, il mercato europeo del tax free shopping ha performato al di sotto delle aspettative, mantenendosi stabile sui livelli del 2013. Il calo degli acquisti dei turisti russi (-12%) è il principale responsabile. Previsioni di ripresa per il 2015 tra il 3% e il 5%.

 

«Premesso che tutte le nazioni del Vecchio Continente hanno dovuto fare i conti con la flessione dei russi - ha detto Pierfrancesco Nervini, vice presidente key accounts di Global Blue Group all’Osservatorio Altagamma, svoltosi ieri, 14 ottobre, a Milano - gli effetti sono diversi a seconda delle varie realtà: il più penalizzato è stato il Regno Unito, con un -3%, seguito dalla Germania, mentre l’Italia si è mantenuta in linea con lo scorso anno e la Francia è cresciuta del 3%».

 

Il 72%  del mercato tax free shopping europeo (che vale 40 miliardi di euro) è concentrato in questi quattro Paesi. Nei primi nove mesi dell’anno la Francia si conferma la meta preferita dei globe shopper extra UE (23% degli acquisti tax free), seguita da Gran Bretagna (18%) e Italia (16%). Chiude la classifica la Germania, che assorbe il 15% del business.

 

Top spender sono i turisti cinesi, che valgono il 27% del tax free shopping, in incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2012. I russi segnano un calo del 12%, ma conservano la seconda posizione. Diminuisce anche la spesa dei giapponesi (-15%), principalmente a causa degli effetti negativi del cambio, mentre cresce a sorpresa (+19%) quella dei turisti provenienti dal Kuwait (3% del totale).

 

«Per analizzare in modo ancora più approfondito le dinamiche dello shopping dei turisti extra UE, per la prima abbiamo unito le nostre competenze con quelle di Bain & Co. - ha spiegato Nervini -. Dall’indagine è emerso il progressivo spostamento degli acquisti verso i segmenti premium e mass.  Se cinesi, giapponesi e americani appaiono ancora molto interessati al mondo luxury (rispettivamente il 71%, il 79 % e il 66% mostrano questa preferenza), emerge un netto orientamento agli acquisti più economici da parte dei mediorientali (58%) e dei russi (40%)».

 

Le previsioni per il 2015 vedono la ripresa del tax free shopping con una crescita compresa tra il 3% e il 5%, trainata soprattutto dai cinesi per i quali è pronosticato un aumento tra il 5% e il 10%. Dovrebbe inoltre rallentare la contrazione degli acquisti dei russi, che nella migliore delle ipotesi potrebbe essere inferiore al -5%.

 

L’Italia si conferma quest’anno il terzo mercato europeo, con una quota del 16%. Anche se la spesa dei russi è calata meno rispetto alla media delle altre destinazioni europee (-8%), l’impatto ha avuto un peso maggiore perché gli abitanti dell’ex Urss sono i top spender e valgono il 26% del mercato totale.

 

I cinesi rappresentano la seconda nazionalità (22%) e fanno segnare l’incremento maggiore (+15%). Dai coreani (4% del mercato) arriva la performance migliore nei primi nove mesi dell’anno (+23%). «Un trend determinato dalla forza della loro valuta, il won, e dal grande interesse da parte di questi turisti per gli outlet, settore che sta vivendo una fase di forte crescita:+16%» ha concluso Nervini (nella foto, turisti in Galleria Vittorio Emanuele a Milano).

 

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