VENDITE CHILDRENSWEAR PRIMAVERA-ESTATE 2017

Chi sta nel mezzo è perduto

Il bilancio delle vendite primavera-estate 2017 stilato dai quasi 60 dettaglianti italiani di alta gamma interpellati da Fashion (vedi fotogallery) è meno negativo del previsto, con vendite sia di abbigliamento che di accessori prevalentemente stazionarie, se non in crescita, dopo stagioni molto difficili. La cerimonia vince nel sell out ma tutto cambia: sparisce il target medio, cresce il contemporary, il web impone nuove sfide.

 

Ma non è ancora il momento di abbassare la guardia, perché la stazionarietà o gli incrementi si rapportano a un passato recente che ha messo a dura prova i retailer. I quali si mantengono estremamente cauti sui budget per la primavera-estate 2018: solo il 22% del totale li aumenterà.

 

Tra i marchi best seller nell'abbigliamento il primo posto va parimerito a Il Gufo e Monnalisa, seguiti da Armani Junior e da Twinset Girl. Monnalisa sale sul gradino più alto del podio anche per gli accessori, secondo Hogan Junior e terzi ancora Armani Junior e Golden Goose Deluxe Brand.

 

Dalle testimonianze dei titolari delle migliori boutique del nostro Paese emerge che la cerimonia è ancora il settore merceologico trainante, ma che certo non si può vivere solo di proposte per le occasioni più eleganti.

 

Occorre, come dice qualcuno, puntare o su prodotti bellissimi, oppure anche "veloci" ma speciali. Il target medio è perso, a favore delle catene come H&M e Zara.

 

Anche la stagionalità e momenti clou come il back to school si affievoliscono, perché le mid-season sale e gli sconti selvaggi hanno disabituato le mamme 2.0 a comprare in periodi prestabiliti.

 

Sale il gradimento per il mini me e le collezioni di impronta contemporary - non a caso il marchio più citato tra quelli nuovi è Elisabetta Franchi La Mia Bambina - insieme a linee come Boy London e ShopArt, con contenuti moda che piacciono a ragazzini e ragazzine, i quali nelle loro scelte si lasciano guidare soprattutto dai consigli degli amici e dai social network.

 

Ma come affrontano i multimarca la rivoluzione digitale? Alcuni hanno già lanciato i propri e-store e si cimentano anche in iniziative di social media marketing. Ma sono ancora in pochi, perché la maggioranza è tuttora diffidente verso il web o non ci crede proprio, preferendo tutelare la propria specificità di punto di riferimento "fisico", reale, per gli under 14 e i loro genitori.

 

Tuttavia, come dimostra il lancio della piattaforma di e-commerce "100% italiano" About K1ds, il quadro potrebbe cambiare. Il suo fondatore, l'imprenditore Luca Tacchetto, non usa mezzi termini: «Siamo il primo e unico marketplace online specializzato in abbigliamento di lusso per la fascia 0-16 anni» afferma in un'intervista pubblicata su Fashion, non nascondendo l'ambizione di dare vita a un «Farfetch del childrenswear», insieme alle migliori boutique sul territorio. Un centinaio hanno già aderito e altre potrebbero presto seguire il loro esempio.

 

Non sono rare le lamentele a proposito dell'e-commerce delle aziende, considerato una forma di concorrenza. Quelle che coinvolgono i partner commerciali nella loro evoluzione verso l'omnichannel sarebbero pochissime. Ma il cahier de doléances non finisce qui: ai fornitori vengono richiesti una maggior flessibilità nella gestione dei riassortimenti, più creatività, cambi merce agevolati e controllo dei canali di vendita, ovviamente con Internet in pole position.

 

Il sondaggio completo è pubblicato sul numero 8 di Fashion, in distribuzione in questi giorni a Pitti Bimbo (nella foto, Gagliardone a Saluzzo, in provincia di Cuneo).

 

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