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L’export di moda femminile cresce solo dell’1,9% nei primi cinque mesi dell’anno

Nel periodo gennaio-maggio 2012 la moda donna italiana ha registrato un deciso rallentamento. Secondo il report del Centro Studi di Smi per Pitti Immagine (che l’ha diffuso oggi, in occasione della presentazione dei suoi saloni milanesi), la crescita delle esportazioni si è arrestata a un modesto +1,9%, molto al di sotto dunque del dato del +10,6% su base annua che aveva caratterizzato il 2011. Anno questo che aveva permesso, tra l’altro, di irrobustire il recupero già messo a segno nel 2010.

 

Soffre soprattutto l’export verso l’Ue: nei primi cinque mesi dell’anno i flussi di moda femminile verso i Paesi del Vecchio Continente si sono contratti del 3,8%. In particolare, per quanto riguarda la Francia, prima destinazione del womenswear made in Italy, il calo è stato del 5,6%, per la Germania dell’1,5%, per la Spagna del 7,3% e, infine, dell’1,9% per il Regno Unito.

 

I mercati extra-europei sono stati in grado invece di dare linfa al comparto. Crescono infatti complessivamente dell’8,3%, con alcuni Paesi dalle performance particolarmente brillanti, come la Russia (seconda destinazione della moda donna italiana) a +14,4% e gli Stati Uniti a +17,3%. Anche le vendite in Giappone migliorano del 4,7% e la stessa Cina, con un’impennata del 45,8%, raggiunge un valore di 42 milioni di euro, mentre Hong Kong accusa una battuta d’arresto (-0,9%).

 

 

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