A Firenze dall'8 all'11 gennaio

Si apre la "magic box" di Pitti Uomo

Debutto con suspense l' 8 gennaio, per la 95esima edizione di Pitti Uomo, che vede insidiato il suo calendario di eventi dalla sovrapposizione con la sfilata-kolossal di Moschino, in calendario a Roma proprio il giorno di apertura della rassegna. Il salone risponde con l’offensiva di 1.230 marchi in Fortezza e un parterre di eventi che vede in pole position Y/Project, Haculla,  l’esordiente Aldo Maria Camillo e la mostra al Museo Marino Marini per i 30 anni di Slam Jam.

 

In attesa di capire come si risolverà la diatriba Moschino vs Pitti - che la sera di domani vede l'accavallamento della sfilata romana con gli eventi di Slam Jam, Gucci Garden e la tradizionale cena di Brunello Cucinelli - tutto è pronto per il fischio di inizio della manifestazione, in calendario fino all’11 gennaio, che questa volta propone ai visitatori la metafora della “magic box”, come luogo di idee e novità da aprire e da scoprire ogni stagione.

 

In base ai numeri aggiornati appena inviati dagli organizzatori, sono 1.230 i marchi partecipanti, di cui 568 esteri, ossia il 46% del totale: una percentuale che si riflette anche nel numero di special event che vedono protagonisti nomi in arrivo da oltreconfine.

 

A partire dal menswear guest Glenn Martens, designer belga che firma la collezione Y/Project, marchio tra i più interessanti nel panorama internazionale, sotto i riflettori il 9 gennaio nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella, con la collezione maschile del prossimo inverno.

 

Lo stesso giorno, alla Dogana, va in scena la sfilata di Beyond Closet, tra i nomi coreani più interessanti, che sfila nell’ambito del progetto Concept Korea, in collaborazione con Kocca-Korea Creative Content Agency.

 

Sempre alla Dogana, il giorno 10, è in programma l’evento tra arte e moda di Haculla - label ideata dal direttore creativo Jon Koon, il quale prende ispirazione dal lavoro dell’artista di strada Harif Guzman.

 

Non solo happening e sfilate, ma anche interi progetti vedono protagonista la moda in arrivo da oltreconfine, a partire dalla guest nation, che questa volta è il Portogallo allo spazio Carra, per proseguire con la Scandinavia, che torna per la seconda volta, con una selezione di marchi all’Arena Strozzi, in virtù di un accordo con il salone Revolver Copenaghen.

 

Si rinnova la collaborazione con il Giappone, che vede in scena i sei finalisti del Tokyo Fashion Award presenti all’interno di Touch!, dove è allestito anche uno spazio dedicato a quattro designer giapponesi specializzati nella lavorazione artigianale della pelle bianca, tecnica millenaria che si pratica solo in una determinata area del Paese.

 

Per l'Italia, il nome da seguire è Aldo Maria Camillo, scelto per il progetto Pitti Italics, che lo vedrà debuttare in passerella il 10 gennaio allo spazio Alcatraz della Stazione Leopolda con la sua linea, dopo un percorso professionale ricco di collaborazioni con realtà prestigiose come Ermenegildo Zegna, Valentino, Cerruti e Berluti.

 

È italiana anche Slam Jam, azienda che ha dedicato il proprio impegno alla ricerca dei fenomeni più significativi della cultura urbana, e che festeggia insieme ai marchi più consolidati - Carhartt Wip, Nike e Stussy - il suo 30esimo anniversario con un evento tra arte e moda all’interno del Museo Marino Marini.

 

In tema di anniversari Diadora brinda ai suoi 70 anni di attività con l’esposizione dal titolo It Plays Something Else, che si inaugura alla Leopolda il giorno 8: una celebrazione del marchio attraverso il coinvolgimento di cinque giovani artisti. Riflettori puntati anche su Fila, che lancia il progetto Fila Fjord, firmato dalla stilista danese Astrid Andersen.

 

Cresce il numero delle aziende che optano per una doppia presenza a Firenze. È il caso di Moon Boot, al traguardo dei 50 anni con un progetto-evento alla Stazione Leopolda e con uno spazio in Fortezza.

 

Oppure di Ecoalf, tra le prime realtà ad avere sposato la causa della sostenibilità, che torna a Pitti Uomo con uno stand e con una capsule made in Italy di scena alla Limonaia di Villa Strozzi, creata con materiali sostenibili e riciclati, frutto del lavoro della stylist Ana Gimeno e di Tiziano Guardini.

 

E c’è anche chi gioca al raddoppio dentro la Fortezza, come Herno, presente secondo consuetudine al Piano Attico del Padiglione Centrale, ma di scena an­che nel piazzale delle Ghiaia, con uno stand dedicato al progetto Herno Laminar–Sartorial Engineering, evoluzione della linea Herno Laminar, lanciata nel 2012 proprio a Pitti Uomo, che fonde i tessuti tradizionali del guardaroba maschile con trattamenti speciali e membrane interne in grado di rivoluzionarne il dna.

 

A proposito di novità, da non mancare lo stand di Woolrich: appena passata sotto l’egida del fondo L-Gam, la label propone una full immer­sion nel suo mondo “del grande freddo”, con un’installazione-evento d’impatto alla sala Ottagonale, dove va in scena il nuovo corso. Non solo: viene presentata la prima collaborazione con 24Bottles, brand italiano di design sostenibile.

 

Da non mancare anche lo stand di Wp Lavori in Corso, dove Cristina Calori, uscita dal mondo Woolrich dopo avere ceduto le sue quote a L-Gam, torna a concentrarsi sulle creature che gravitano nella sua galassia: da Barbour, che festeggia i 125 anni monopolizzando una vasta area dello stand al padiglione delle Ghiaia, a Baracuta, da Blundstone a B.D. Baggies e Deus Ex Machina.  

c.me.
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