A Firenze

Pitti Filati chiude a quota 5.350 presenze

5.350 buyer in totale, con i compratori esteri in sostanziale tenuta rispetto al 2018 (2.900 circa i compratori) e una leggera flessione per gli italiani, nell’ordine del 5-6% (circa 150-160 persone in meno): questi i numeri in arrivo da Firenze, dove si chiude oggi, 28 giugno, l'85esima edizione di Pitti Filati.

Guida la classifica dei 15 paesi esteri di riferimento la Germania, seguita da Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Russia, Spagna, Cina, Svizzera, Hong Kong, Turchia, Olanda, Corea, Svezia e Belgio.

A giudizio degli espositori, sia pure interpellati a campione, è stata un’edizione superiore alle aspettative - commenta Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - caratterizzata dall’importanza dei visitatori italiani ed esteri e da un altissimo livello di ricerca contenuto delle collezioni presentate. Pitti Filati è davvero l’unico appuntamento che i grandi della moda e i migliori maglifici non possono mancare».

«Fa impressione scorrere l’elenco dei compratori in rappresentanza dei maglifici e soprattutto degli studi stilistici: è come leggere il calendario delle sfilate di Londra, Milano, Parigi e New York», gli fa eco il direttore generale di Pitti Immagine, Agostino Poletto.

Poletto sottolinea inoltre l'impegno volto a fare del salone anche un’occasione di riflessione sui protagonisti della storia recente della maglieria di moda - come la mostra dedicata a Pour Toi insieme a Modateca Deanna - e una piattaforma di promozione dei nuovi talenti (si veda il concorso Feel the Yarn, giunto alla decima edizione grazie alla collaborazione con il Consorzio Promozione Filati e le migliori scuole di moda nel mondo).

«Senza dimenticare - ha concluso - le operazioni dedicate al tema della sostenibilità, come la nuova area Sustainable, che quest'anno ha visto anche il coinvolgimento di Salvatore Ferragamo con il suo progetto Young Talents for Sustainable Thinking».

c.me.
stats