A MARZO

Fallimento Rifle: maxi svendita di 70mila capi con jeans e felpe a 2 euro

Jeans in primis ma anche felpe, camicie, giubbotti e scarpe: tutto a 2-3 euro. Saranno circa 70mila i capi di abbigliamento e accessori che andranno in vendita a prezzi stracciati nella maxi svendita di Rifle, storico brand di Barberino del Mugello (vicino a Firenze) fallito lo scorso 30 ottobre.

Secondo indiscrezioni, il Tribunale Fallimentare di Firenze tramite l’Istituto Vendite Giudiziarie (Isveg) sta per mettere sul mercato capi nuovi e invenduti recuperati dai 13 negozi dell’azienda di denimwear.

L’evento dovrebbe tenersi a marzo in un temporary outlet allestito ad hoc, anche se la conferma dipenderà dalla curva epidemiologica, in modo da evitare lunghe code di attesa e assembramenti. Maggiori dettagli verranno forniti da Isveg a breve.

In questi giorni sembra si stiano già tenendo aste telematiche sulla merce proveniente dai monomarca Rifle in Italia, rivolta a grossisti e negozianti, che poi le immetterà sul mercato al dettaglio.

Tra i lotti attualmente in vendita, come scrive La Nazione, il costo di un singolo pezzo è in media di 2,2 euro. Tutti i prodotti invenduti finiranno successivamente nella mega asta di primavera a Barberino di Mugello.

Rifle è fallita circa tre mesi fa. Lo scorso 18 maggio la società fondata nel 1958 dai fratelli Giulio e Fiorenzo Fratini aveva avanzato domanda di concordato in continuità al Tribunale di Firenze e nel luglio scorso era stata avviata la cassa integrazione per tutti e 96 i lavoratori.

A settembre era arrivata la richiesta di aiuto da parte dei sindacati alla Regione Toscana, che aveva aperto un tavolo di crisi. Ma il piano di rilancio e di ristrutturazione del debito non c'è stato e il 30 ottobre è giunta la sentenza di fallimento.

L'assetto societario vede oggi la famiglia Fratini detenere il 45% del marchio, con il subentro al posto del fondo svizzero Kora Investments (che dal 2018 ne aveva il 55%) della nuova società Vf Holding (che non ha nulla a che fare con Vf Corporation). Quest'ultima ha acquisito le quote della realtà elvetica.

Dopo la dichiarazione di fallimento e in attesa che si faccia avanti un investitore, lo scorso 9 novembre è arrivata però una buona notizia per i dipendenti dell'azienda, grazie al raggiungimento dell'accordo per la cassa integrazione straordinaria di 12 mesi, che tutelerà i 96 addetti di Barberino del Mugello e dei monomarca italiani.

a.t.
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