A un anno e mezzo dal lancio

José Neves porta Farfetch Second Life anche negli Stati Uniti

Dopo il lancio, a maggio 2019, del progetto Second Life con una fase test in Uk ed Europa, Farfetch accelera con il business del resale e porta il servizio – per il momento focalizzato sulle borse di lusso - negli Stati Uniti.

Anche nel mercato americano gli e-shopper avranno la possibilità di fare decluttering, vendendo alla piattaforma pezzi che non usano più, per avere in cambio dei buoni spesa da utilizzare sul sito: un modo per fare shopping risparmiando e, al contempo, abbracciare la causa green.

La procedura è semplice: gli utenti devono prima creare un account e poi inviare le immagini dei prodotti, che verranno visionate da Farfetch per valutare il pricing. Se il seller accetta il prezzo attribuito, l’articolo viene ritirato gratuitamente per la verifica dell’autenticità e, una volta “approvato”, sul conto del consumatore è accreditato il valore pattuito, da utilizzare per futuri acquisti su farfetch.com.

Una transazione all'insegna della velocità, dunque, per i venditori, che non dovranno attendere e contrattare con i potenziali acquirenti per disfarsi di un pezzo used. E un buon affare per la piattaforma londinese, che in qualità di reseller si assicura così nuovo traffico nella piattaforma.

«L’industria della moda di lusso si sta sempre più allineando alla moda sostenibile – ha commentato Giorgio Belloli, chief commercial and sustainability officer di Farfetch -. Come il mercato del lusso digitale, anche quello del second hand è in rapida crescita e si prevede che raggiungerà i 64 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni».

Per lanciare Second Life, la piattaforma di José Neves si è assicurata i servizi di uno specialista del vintage come Upteam, realtà di Hong Kong uscita proprio da un programma di accelerazione di Farfetch per le start up tecnologiche, chiamato Dream Assembly.

a.t.
stats