Accolte le proposte di Confindustria Moda

Il retail di calzature e accessori entra nel Decreto Ristori

Il commercio al dettaglio di calzature e accessori entra nel decreto Ristori. Gli emendamenti proposti da Confindustria Moda al Governo sono stati accettati e inseriti nel testo di legge. Il settore sarà quindi incluso fra i destinatari di contributi a fondo perduto.

Come spiegano da Confindustria Moda, l’associazione si è fatta carico di supportare l’“ultimo miglio” della filiera, perché il tessuto economico della moda made in Italy è prevalentemente composto da Pmi interconnesse, che verrebbero fortemente danneggiate se venissero a mancare i rivenditori finali per cui il sistema produce.

«Con questi emendamenti abbiamo portato valore concreto e tangibile a tutta la nostra filiera - commenta il presidente dell’organizzazione degli industriali del fashion, Cirillo Marcolin (nella foto) -. Il lavoro costante svolto in questi anni, e intensificato in questi mesi, ci ha permesso di essere riconosciuti dal Governo come un interlocutore di primaria importanza per l’economia italiana e altamente strategico per la ripartenza del Sistema Paese. Continueremo a lavorare per crescere più forti di prima e non perdere il terreno guadagnato con fatica sui mercati internazionali».

In base alle stime di Federazione Moda Italia-Confcommercio le ultime restrizioni dei Dpcm potrebbero portare, a fine anno, a una perdita di 20 miliardi di euro di consumi nel solo dettaglio moda, nonché la chiusura definitiva di 20mila negozi in Italia e la perdita di 50mila posti di lavoro.

e.f.
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