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Clessidra passa a Italmobiliare per 20 milioni di euro

Italmobiliare rileva Clessidra per 20 milioni di euro. Il closing della transazione, il cui progetto era stato reso noto lo scorso aprile, è subordinato alle approvazioni delle autorità e dei sottoscrittori del Fondo Clessidra Capital Partners III. Intanto, dopo i rumour su Buccellati, per Clessidra si profilano altri disinvestimenti nel settore fashion.

 

L'annuncio è stato dato ieri in tarda serata dalla stessa holding di investimento della famiglia Pesenti, che gestisce un portafoglio diversificato di investimenti e partecipazioni per un valore complessivo superiore ai 2 miliardi di euro.

 

«L'operazione Clessidra - si legge in una nota - rientra in una visione di ampia politica di diversificazione del proprio portafoglio di investimenti e rappresenta una significativa opportunità di sviluppo delle attività del settore del private equity attraverso l'acquisizione del principale operatore italiano».

 

La scelta di Italmobiliare è stata voluta dall'azionista di controllo Manuela del Castillo Sposito - vedova di Claudio Sposito, mancato il gennaio scorso - dopo la rottura delle negoziazioni per la cessione della piattaforma di private equity tra gli eredi del fondatore e il presidente del fondo, Francesco Trapani.

 

Con l'arrivo della nuova proprietà a cambiare potrebbe essere anche il peso degli investimenti di Clessidra nel segmento fashion: è di ieri la notizia delle trattative in corso tra il fondo (che ha una partecipazione del 35% anche in Harmont & Blaine) e importanti operatori del lusso - tra cui Richemont - per la cessione di Buccellati, di cui il fondo dal 2013 detiene il 67%. Una griffe in buona salute, che ha chiuso il 2015 a quota 41 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto all'esercizio precedente.

 

Secondo rumour di stampa in bilico ci sarebbe però anche un'altra maison nel portafoglio di Clessidra, la Roberto Cavalli, il cui 90% del capitale è stato acquisito circa un anno fa con l'obiettivo di una riorganizzazione della società.

 

Il gruppo, che ha chiamato al timone stilistico Peter Dundas, nel 2015 ha subito un calo dei ricavi del 14% a 179,7 milioni di euro, con un ebitda risultato negativo per 1,6 milioni di euro, e prevede un ritorno al nero non prima del 2020.

 

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