Al via la 29esima edizione

Milano Unica: sostenibilità e digital innovation le priorità

Il presidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala (nella foto) dà il via alla 29esima edizione del salone dei tessuti, esortando a non «essere passivi» al cambiamento.

I temi chiave della cerimonia di apertura odierna, a Fieramilano Rho, sono la sostenibilità e la digital innovation, che stanno dettando le leggi del cambiamento nella filiera della moda, «anche se ancora non se ne percepisce la velocità» e che comporteranno un'ulteriore «selezione naturale» tra i maggiori operatori del tessile nazionale. «Si tratta di opportunità difficili da cogliere se non facciamo sistema», ha sottolineato Botto Poala.

In tal senso il presidente ha ricordato il lancio di e-MilanoUnica marketplace, una piattaforma di info-commerce B2B, pensata soprattutto per dare visibilità alle piccole imprese del comparto, che sta per passare dalle 60 aziende del progetto pilota dello scorso gennaio a 150, entro la fine di quest’anno.

«A differenza di altri settori, noi siamo pieni di contenuti ma non siamo in grado di comunicarli», ha spiegato il presidente, esortando ad aderire al progetto e anticipando che le imprese espositrici saranno anche formate presso le rispettive sedi, per un content marketing più efficace.

In materia di contenuti è intervenuto Edoardo Zegna. L’head of content and innovation del gruppo di famiglia, Ermenegildo Zegna, ha ribadito l’importanza del lancio di un prodotto partendo da una storia, «che deve arrivare in modo semplice al consumatore». Comunicare significa anche trasparenza e tracciabilità del prodotto, come pure del prezzo. Le tecnologie stanno andando incontro alle imprese in quest’ottica: dalle label-QR code alla blockchain. 

Per quanto riguarda la sostenibilità, a questa edizione della fiera torna la vetrina per le aziende eco-friendly con il progetto MU Sustainable Innovation. Inoltre Milano Unica si allea con la Camera Nazionale della Moda Italiana   partecipando ai Green Carpet Award del prossimo 22 settembre.

I giovani in gara per il premio intitolato a Franca Sozzani hanno potuto lavorare su materie prime con contenuti sostenibili, messe a disposizione dalle aziende tessili di Milano Unica. Carlo Capasa ha colto l’occasione per annunciare, all’opening ceremony del salone, i nomi dei cinque finalisti: Flavia Rocca, Anyango Mpinga, ACBC, Twins Florence e Benedetta Bruzziches.

Sostenibilità e innovazione tecnologica sono argomenti “caldi” anche in sede Euratex (la maggiore organizzazione del tessile-abbigliamento europeo), insieme all’espansione all’estero e alle risorse umane. Lo ha spiegato il suo presidente Alberto Paccanelli, illustrando uno scenario modificato rispetto al passato.

«Oggi – ha osservato – c’è unità d’intenti su tutti questi temi, mentre in passato si evidenziava un blocco, quello dei Paesi del Nord Europa, orientato alla liberalizzazione». Paccanelli ha inoltre ricordato che la legge del 2018 sul waste management e l’obbligo di riciclare separatamente i prodotti tessili, che scatterà nel 2025, «impongono di portare avanti processi di miglioramento» e che sarà importante la voce di Euratex in sede Ue anche per far sì che non abbiano la meglio eventuali percorsi non percorribili «dettati da ong o teorici della sostenibilità».

Marino Vago, presidente di Smi-Sistema Moda Italia (la principale organizzazione nazionale del tessile-abbigliamento) ha ricordato che degli 80 miliardi di capi prodotti l’anno solo l’1% viene riciclato per diventare altro abbigliamento. Ma nel mondo non vigono le stesse regole: «Solo se il prodotto da riciclare è realizzato in Europa si può essere certi che sottostà a precise normative, non quello che viene importato».

L’auspicio ora è che la moda italiana, con la filiera unita dagli stessi buoni propositi, riesca a identificare una serie di linee guida condivise in materia di sostenibilità e che riesca a ottenere il consenso anche degli altri Paesi in Euratex, così da avere più potere in sede comunitaria, dal momento che, come ha allertato Paccanelli, si prospetta un periodo in cui «l’Italia peserà pochissimo a livello politico».

e.f.
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