All'edizione di settembre

White: oltre a Munè special guest, c'è Boyish come special project

Con le antenne puntate sull'innovazione e la ricerca, White gioca la carta di Munè: il brand in capo allo stilista giapponese Munenori Uemuro è lo special guest dell'edizione di settembre (dal 19 al 22 del mese). Sotto i riflettori anche lo special project, nell'ambito del focus sulla sostenibilità: in arrivo Boyish, label californiana fondata da Jordan Nodarse.

 

Già disegnatore del womenswear di Jil Sander, Munenori Uemuro ha trovato in White la piattaforma ideale per presentare il suo progetto made in Italy, in equilibrio tra unicità ed essenzialità. Una collezione che esplora e rielabora spunti del folklore femminile vintage combinati con accenti tratti dal workwear maschile.

 

Grazie alla visione del creativo in arrivo dal Giappone la camicia aquista un nuovo senso estetico e diviene fonte di ispirazione per collezioni caratterizzate dai tagli netti e dai volumi ben definiti, in cui l'attenzione ai dettagli artigianali sposa il gusto per il comfort, assicurato dall'impiego di tessuti dei migliori fornitori italiani, come le stoffe da camiceria di Thomas Mason by Albini.

 

«Munè è una collezione appena nata e ha bisogno di tutta l’attenzione di buyer e stampa, che potrà derivare dalla collaborazione con White. Ringrazio Massimiliano Bizzi (founder di White, ndr) per l’opportunità di presentare il mio brand in anteprima», è il commento di Munenori Uemuro.

 

«Per noi il talento va sempre valorizzato - ribatte  Massimiliano Bizzi - e siamo alla continua ricerca di nuovi designer da presentare ai top buyer internazionali e alla stampa specializzata che, abitualmente, frequentano il salone e che qui possono rinnovare l’offerta dei loro store. Munenori Uemuro è l’ultimo, in ordine di tempo, tra i creativi in cui crediamo e che presentiamo al fashion system worldwide».

 

Sotto i riflettori, all'appuntamento di settembre, ci sarà anche lo special project, Boyish, il marchio di denimwear fondato da Jordan Nodarse e distribuito in Europa dal Gruppo Brama, che dell'autenticità e della sostenibilità a 360 gradi fa il proprio credo. Un nuovo step nel percorso di valorizzazione della sostenibilità, ormai punto focale per il salone da diverse stagioni.

 

Dopo avere collaborato con label come Lovers+Friends, Tularosa e Majorelle, Nodarse ha disegnato la collezione Grlfrnd per la piattaforma Revolve e ha curato la parte denim per la label sostenibile Reformation, prima di partire con il suo brand, nel 2018.

 

I jeans di Boyish sono realizzati con tessuti e lavaggi sostenibili e con processi ecologici cruelty free. Nel mirino, oltre al riciclo dell'acqua, ci sono l'attenzione all'ambiente e alle condizioni di lavoro e il rispetto per gli elevati standard di sicurezza e trasparenza in materia di responsabilità sociale.

 

Gli stabilimenti di produzione e di filatura, inoltre, sono basati in Thailandia, in un raggio di 30 chilometri, per garantire basse emissioni di carbonio e massima efficienza produttiva. Attento anche al riciclo dei rifiuti, il marchio è partner di One Tree Planted, che pianterà un albero per ogni paio di jeans venduto.

 

«Siamo orgogliosi di condividere il nostro approccio eco-consapevole in Italia e in Europa, direttamente dalla nostra terra d'origine, la California, diffondendo il nostro messaggio di un mondo migliore per tutti», è il commento di Nodarse.


Nella foto, da sinistra: un outfit di Boyish e una proposta di Munè

c.me.
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