Altagamma Consensus

Nel 2023 moda e cosmesi del settore luxury dovrebbero confermare l'avanzata del 2022

Un 2022 record ha permesso alle aziende che realizzano beni personali di alta gamma di superare con decisione i livelli pre-Covid e per il 2023 è prevista di nuovo una crescita solida e positiva, malgrado l’incertezza macroeconomica. È quanto emerge dall’Altagamma Consensus 2023, realizzato dall’associazione presieduta da Matteo Luinelli coinvolgendo 21 tra i maggiori analisti internazionali specializzati nel settore.

Il prossimo anno la crescita rifletterà principalmente l’ascesa dei prezzi, ma anche il miglioramento dei mix di vendita. I volumi sono attesi in crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti, mentre la possibile difficoltà a controllare i costi dovrebbe limitare il potenziale incremento dell’ebitda, previsto nell'ordine del +6%. Per le aziende che si rivolgono al target Ultra high-net worth individuals, è invece atteso un +8%.

A livello di mercati, per le vendite in Europa è previsto un aumento del 5%, grazie ai viaggi internazionali (soprattutto dagli Usa, grazie al cambio favorevole, e dai Paesi Arabi), che compenserà la più debole domanda interna. Un analogo incremento è ipotizzato per gli Stati Uniti, con lo sviluppo di nuove aree e una domanda interna più forte che in Europa. America Latina e Giappone dovrebbero crescere del 6%, grazie ai ricavi non solo nelle capitali, ma anche in città dove è in corso uno sviluppo immobiliare.

Cina e Asia sono più difficili da stimare. Le politiche per il contenimento del Covid-19 potrebbero portare effetti imprevisti nella Repubblica Popolare, ma il possibile effetto rebound potrebbe determinare un balzo dei consumi del 9%. Secondo gli analisti, nel lungo periodo quello cinese resterà il più grande mercato del lusso, per effetto della prosperità della classe media, delle nuove generazioni e dello sviluppo di nuovi poli. Per il Middle East si prospetta un +7%, con aree come gli Emirati Arabi (ma anche la Turchia) che, non avendo imposto sanzioni, si stanno avvantaggiando dei consumi dei russi.

A proposito di canali distributivi, ci si attende che il retail fisico e digitale continui a prosperare, grazie alla possibilità di gestire direttamente il rapporto con i consumatori, se si è investito su una strategia omnichannel. Per le vendite online è stimata una crescita del 8%, poco al di sopra del tasso a cui marceranno i negozi fisici (+7%), che continuano a essere rilevanti per il comparto grazie ad approcci sempre più personalizzati e phygital, in grado di migliorare il coinvolgimento del consumatore. Il wholesale fisico resterà invece fragile (+3,5%) e il wholesale digitale assisterà a una normalizzazione (+5,5%).

Tra le categorie di prodotto (vedi slide in alto), si riconferma la leadership degli accessori: +8,5% la crescita 2023 ipotizzata per la pelletteria e +7% per le calzature. Tuttavia, a causa del divaricamento della forbice sociale, dovrebbero soffrire l’entry price e i prodotti aspirazionali.

Ci si aspetta che abbigliamento (+6%) e cosmesi (+5,5%) confermino il tasso di crescita del 2022. La cosmesi, in particolare, dovrebbe essere trainata dall’Asia, mentre l’abbigliamento vedrà una netta contrapposizione tra accessibile e luxury. L’hard luxury proseguirà il trend positivo, specie la gioielleria (+8%), visto che i preziosi restano un bene rifugio e di investimento. Più bassa la crescita prospettata per gli orologi (+5%).

In generale, la situazione macro-economica mondiale sta portando a una polarizzazione tra fasce più ricche e meno abbienti della popolazione, a scapito della classe media. Fa eccezione quella cinese che, grazie alle politiche di «Common Prosperity» del governo, tenderà a rafforzarsi e a trainare i consumi.

Secondo l’Altagamma Consensus 2023 i consumatori cinesi saranno i best performer nel 2023, con un +10%. Meno brillanti saranno invece i consumi di lusso dei giapponesi (+5%). Quelli degli americani segneranno un +5%, grazie a un mercato del lavoro più forte e ai risparmi accumulati. Cauto lo spending europeo (+4%), che risente degli effetti dell’aumento dell’inflazione e dei costi.
e.f.
stats