Annullamento respinto per pagamenti già avviati

Versamenti fiscali del 16 marzo: il rinvio arriva ma con ritardo

In poche righe, diramate ieri in serata, il Mef comunica il differimento dei versamenti fiscali previsti lunedì 16 marzo.

Per i dettagli però bisognerà aspettare ulteriormente. «Saranno differiti - si legge nella nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze - con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19».

Per adesso si sa pure che il decreto legge «introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professioni e partite Iva colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria».

Il differimento riguarda l’invio degli F24 per il saldo dell’Iva, la liquidazione dell’Iva mensile, le ritenute e i contributi dei dipendenti e le accise, ma l’atteso annuncio secondo professionisti e imprese arriva quando in molti, nel dubbio, si sono comunque attivati per adempiere alle scadenze.

Pare che nella bozza di decreto di ieri sia stata prevista la possibilità di adempiere fino a luglio senza pagare maggiorazioni dovute al ritardo, ma non è ancora noto se la sospensione sia estesa a tutti o limitata, a seconda di precise soglie di fatturato delle imprese.

Per quanto riguarda ritenute e contributi, la sospensione si applicherebbe ai settori maggiormente colpiti dall’epidemia.

Proprio ieri il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha inviato una nuova lettera al ministro Roberto Gualtieri in cui dichiara che, sulla base delle segnalazioni ricevute, almeno l’80% degli studi professionali non è in grado di garantire in questi giorni l’operatività.

Come riporta Il Sole 24 Ore, c’è anche chi ieri ha tentato di bloccare i pagamenti già avviati per via telematica e si è visto respingere la richiesta di annullamento perché, come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, il pagamento da annullare era già stato inviato alla banca.

e.f.
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