appello di 450 firmatari

La moda inglese scrive a Johnson: «La Brexit ci taglia le gambe»

Gli effetti della Brexit preoccupano gli esponenti del tessile-abbigliamento inglese, che hanno deciso di inviare una lettera al Governo - e, in particolare, al primo ministro Boris Johnson - per avere risposte ad alcune domande impellenti.

La missiva, che ha superato i 450 firmatari, si apre ricordando che il contributo del settore al Pil nazionale è di 35 miliardi di sterline («Più di quello di motori, cinema, musica e pesca messi insieme») e che gli addetti sono quasi un milione. Un settore che, tra l'altro, registra al netto del Covid una crescita media annuale dell'11%.

Ma quali sono le più grandi fonti di ansia? Innanzitutto il fatto che la maggior parte delle realtà del comparto ha rapporti consolidati con i Paesi dell'Ue, area di primaria importanza sia per l'import che per l'export, e con il nuovo corso, che sacrifica la libera circolazione di beni e servizi, si troveranno appesantiti dai costosi permessi necessari per accedere agli Stati dell'Unione e da lungaggini burocratiche. 

I marchi made in Britain che vendono online in Europa, in particolare, vedono i costi lievitare anche del 30%, a causa di tasse e dazi prima non previsti: di conseguenza, i loro prodotti diventano meno appetibili su un mercato ricco di opportunità.

«Per un ambito come la pesca, che contribuisce al Pil quanto la moda dell'East London - prosegue la lettera - sono stati stanziati 23 milioni di sterline a supporto delle esportazioni». A Johnson e ai suoi viene quindi chiesto di dare alla moda quello che le spetta, soprattutto in una fase complicata come quella della pandemia: in pratica più sostegno economico, includendo tra l'altro i lavoratori della moda nella Shortage Occupation Visa List, e meno oneri fiscali anche per i retailer, messi in ginocchio dai lockdown e dall'assenza dei turisti.

Dietro le quinte del fashion lavorano stylist, fotografi, modelle, make-up artist, parrucchieri: molti di questi lavoratori non sono inglesi e, dovendosi munire di visti e permessi, anche la loro vita si è parecchio complicata (nella foto, un'immagine dall'account Instagram di Paul Smith).






A cura della redazione
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