Bain-Altagamma Luxury Market Monitor

Personal luxury goods: fra +3% e +5% la crescita attesa fino al 2025

«L’incertezza ormai è una normalità, ma il mercato reagisce e i consumatori hanno continuato ad acquistare lusso a un tasso del 4%». Così Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company, ha introdotto il Bain-Altagamma Worldwide Luxury Market Monitor 2019, presentato in mattinata a Milano.

Nelle stime il settore dovrebbe raggiungere un valore globale di 1.268 miliardi di euro per la fine di quest’anno, trainato dagli acquisti dei cinesi, dei Millennials e della Generazione Z, ossia i post-Millennials, nati fra la seconda metà degli anni '90 e la fine degli anni 2000.

L’alto di gamma beneficia dei progressi in segmenti particolarmente dinamici, come le imbarcazioni (+9% a cambi costanti), le auto (+7%) e il gourmet food (+6%).

Il settore dei personal luxury goods, dove la moda ha un posto di rilievo, ha registrato un +4%, in linea con l’andamento generale, raggiungendo i 281 miliardi di euro.

Il tasso di crescita composito annuo del business tra il 1996 e il 2019 risulta del 6%, mentre i ricercatori si aspettano incrementi fra il 3% e il 5% da qui al 2025. Nel medio termine i fondamentali macroeconomici risultano solidi e fa ben sperare la propensione della crescente classe media ai consumi di lusso.

Tuttavia le insidie sono sempre dietro l’angolo, come dimostrano gli effetti sui consumi delle proteste dei gilet gialli in Francia e di quelle pro-democrazie degli abitanti di Hong Kong (oggi si parla di 2 miliardi di vendite perse in quest'area).

Nonostante le tensioni nell’ex-colonia britannica, l’Asia è il motore del mercato. Nel 2019 la Cina Mainland ha infatti registrato un +30% di acquisti di lusso per la persona, cui si aggiunge il +11% del Giappone e il +9% del resto dell’Asia, dove spicca per dinamismo la Corea, ma si osservano consumi vivaci anche a Singapore, Taiwan e in Thailandia. Nelle Americhe l’incremento è stato del 5%, che si confronta con il debole +2% dell’Europa.

Nel complesso la crescita del 2019 sul 2018 sarà trainata più dagli acquisti locali (+11%), che dalla spesa dei turisti (+3%).

Un’analisi dei consumatori per generazione mostra che nel 2018, per la prima volta, la Gen Z è entrata nel novero degli acquirenti del lusso, con una quota del 2% del totale. Nelle previsioni di Bain & Company-Altagamma questa percentuale raddoppierà al 4% nel 2019 e dovrebbe salire al 10% nel 2025, per poi arrivare al 35-40% nel 2035.

Quest’anno i maggiori acquirenti sono le persone appartenenti alla Gen X, cioè i nati tra il 1960 e il 1980, che rappresentano il 38% del totale, seguiti dalla Gen Y (o Millennials), con il 31%.

Per quanto riguarda i canali distributivi, gli acquisti online nel 2019 rappresenteranno il 12% del totale: era il 10% nel 2018 e appena il 5% nel 2014. La quota maggiore degli acquisti di beni per la persona di lusso avviene invece nei monomarca (31% del totale, dal 30% del 2018) e negli specialty store (20%, dal 21% precedente).

Perdono appeal i department store, che rappresentano il 18% del mercato, dal 20% del 2018. In ogni caso il retail fisico continua a crescere: per il 2020 sono previste 21mila aperture nette di personal luxury store, esclusi i pop-up.

«Il consumatore è sempre più al centro e compra quando si riconosce nei valori del brand. Sceglie tenendo conto della sostenibilità e dà per scontato che nel lusso ci sia attenzione al tema», osserva D’Arpizio, invitando i marchi a essere meno timidi nel comunicare il loro comportamento virtuoso.

«Non solo c’è - prosegue - ma interagisce, vi osserva e vi giudica. Dà per scontata l’innovazione di prodotto e ora chiede novità nei touch point e nel modello di business». «Ascoltare e innovare», questo il consiglio dell’esperta del lusso.

e.f.
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