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Interfilière arretra del 5%: «Ma i nomi più importanti c'erano tutti»

 

In flessione il bilancio di Interfilière. Il salone dei tessuti per intimo e beachwear di Parigi Porte de Versailles, che dal 4 al 7 luglio ha accolto circa 280 marchi da 25 Paesi, ha totalizzato 10.501 ingressi, il 5% in meno rispetto all'edizione di un anno fa. In recupero la presenza di visitatori italiani. Buona l'affluenza anche da Messico, Cina e India.

 

«La congiuntura è difficile - commenta Laurence Nérée, commissario generale della manifestazione organizzata da Eurovet - in ogni caso le insegne e i marchi più importanti non sono mancati all'appuntamento».

 

«La crisi non è finita - conferma Germano Montiroli, sales manager del Maglificio Ripa, in fiera con la sua prima gamma di tessuti stampati e con una linea low cost chiamata 2.0 - ma sto vedendo ottimismo, c'è movimento, si inizia a capire l'importanza del valore qualitativo delle collezioni. Rileviamo un ritorno d'interesse verso le produzioni europee, capaci di garantire innovazione, moda e una certa attenzione alle tematiche di salute, benessere e ambiente».

 

Malgrado il calendario stagionale ponesse in primo piano i tessuti destinati all'intimo autunno-inverno 2015/2016, grande interesse hanno destato le preview sul beachwear 2016.

 

«L'offerta destinata alla moda mare - fa sapere Nérée -  è letteralmente esplosa. Rispetto all'estate scorsa il numero di tessuti mare negli stand è cresciuto del 20% circa. Il mercato della moda balneare, in effetti, sta soffrendo meno dell'intimo e i confezionisti cominciano a sterzare verso questo settore e verso lo sport».

 

Con una certa complicità da parte di Interfilière, che ai due segmenti ha riservato un forum tendenze ad hoc, “Momenti di Passione”, con l'esposizione di materiali e prototipi per l'estate 2016, ideato da Jos Berry, dell'ufficio stile Concepts Paris, e realizzato in collaborazione con la designer italiana Paola Maltese, che nel suo curriculum vanta consulenze stilistiche con importanti marchi di lingerie e mare.

 

Uno spazio in cui i compratori, gli stilisti e i responsabili marketing delle aziende di confezione hanno tratto spunti per le loro collezioni con un buon margine d'anticipo.

 

Sotto i riflettori della rassegna parigina anche i produttori di fibre - tra cui Invista, Asahi Kasei, HyosungNylstar - pronti a rispondere, dallo stand e attraverso workshop, a tutti i quesiti circa le performance dei nuovi materiali in fatto di elasticità, freschezza, comfort, benessere, bellezza, traspirazione e sostenibilità, plus sempre più richiesti dal consumatore finale.

 

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