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Mipel chiude a quota +17%, boom di visitatori da Italia e Ucraina

La prima edizione di Mipel guidata dal nuovo ceo Danny D'Alessandro si chiude con un +17% di presenze. A doppia cifra anche l'incremento dei compratori italiani, saliti del 27%. Sul fronte internazionale, exploit dei buyer provenienti dall'Ucraina, con un +29%. I russi a +5%.

 

I risultati sono incoraggianti anche per quanto riguarda l'offerta al salone, visto che per la prima volta dopo molti anni è stato registrato il fully booked degli espositori (incrementati del 10%).

 

I risultati positivi raccolti si allineano con gli ultimi dati congiunturali della pelletteria, recentemente presentati da Aimpes (Associazione Italiana Pellettieri), promotrice della fiera, che nei primi sei mesi dell’anno ha fatto segnare un +14% delle esportazioni (fonte Istat).

 

I dati economici evidenziano anche una prima importante conclusione: la produzione industriale è in crescita e - rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - sono stati esportati prodotti di maggior valore, quelli che storicamente caratterizzano di più e meglio la manifattura italiana.

 

«Mipel - commenta  il presidente di Mipel Roberto Briccola - è ancora capace di raccontare una storia autentica con parole nuove: la storia è quella del grande artigianato classico cui, ormai da diverse edizioni, si sono aggiunte le proposte più innovative reperibili sul mercato internazionale».

 

«I risultati ottenuti - aggiunge Riccardo Braccialini, presidente Aimpes - sono stati possibili anche grazie a importanti collaborazioni, tra le quali quella con Camera della Moda Italiana e Camera Italiana Buyer Moda, istituzioni fondamentali nel panorama fashion italiano, che ci hanno permesso di creare un innovativo punto di congiunzione tra i top buyer italiani e stranieri con i più interessanti stilisti emergenti».

 

«Non dimentichiamo però - puntualizza - le azioni di potenziamento della manifestazione fieristica e dei progetti di internazionalizzazione realizzati con il supporto di ICE - Agenzia e del Ministero dello Sviluppo Economico, che hanno contribuito ad aumentare la brand awareness della manifestazione nei Paesi di riferimento per l’export della pelletteria italiana. Con riferimento all’ottimo andamento di questa manifestazione, segnalo che il risultato è determinato anche dalla concomitanza con le altre fiere, sinergia “costruita” grazie al lavoro svolto sul “Tavolo della Moda”, fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal sottosegretario Ivan Scalfarotto» (nella foto, le borse di Gianni Chiarini).

 

 

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