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Pelletteria: export +5% in valore e +1,8% in quantità nei primi quattro mesi

Alla vigilia di Mipel-The Bagshow, Aimpes fa il punto sull'andamento del comparto pelletteria nel periodo gennaio-aprile. Il fatturato estero ha superato i 2,1 miliardi di euro, dei quali 1,6 realizzati con le esportazioni dei prodotti in pelle, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo 2013. In contrazione del 2,8% le proposte in materiali sintetici e tessuto.

 

Il giro d'affari delle borse donna made in Italy, pari a 1,4 miliardi, rappresenta il 68,5% del totale sui mercati internazionali.

 

Nonostante i segni positivi, anche per questo settore la crisi dell'ex Urss si è fatta sentire: nella Federazione Russa le vendite sono arretrate in valore del 6,3% e in volume del 3,6%. In flessione anche il Giappone, con un -3,3% in valore e un -6,7% in volume.

 

Tra i mercati in crescita, mostrano un particolare dinamismo la Francia (+12%), il Regno Unito (+13%) e la Germania (+9%). Nei territori extra Ue, continua l'aumento a doppia cifra in Cina (+18%), mentre gli Usa mettono a segno un +9,7%. In Brasile le nostre vendite avanzano del 66,6% e in Croazia del 47%.

 

Nessuna buona notizia dal mercato nazionale, che nel primo semestre 2014 ha incassato un -4% in quantità. Da notare, tuttavia, il modesto rialzo (+1,4%) in valore, dovuto più che altro al +5,6% dei prezzi al consumo. Il valore complessivo delle vendite in Italia è stato di 808 milioni di euro, di cui 462 realizzati con i modelli femminili, in calo quantitativo del 5,7%.

 

Progredisce l'offerta di prodotti di importazione (+3,5%), con un +14,3% per le bag da donna in pelle. In totale, l'import vale 654 milioni di euro, oltre la metà dei quali generati da articoli in materiale sintetico. Nel gennaio-aprile la bilancia commerciale chiude con un attivo di oltre 1,5 miliardi di euro (nella foto, una dettaglio di una borsa "Camden" primavera-estate 2015 di Francesco Biasia).

 

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