bilancio della tre giorni sul kidswear

Pitti Bimbo 89 chiude oltre i 5.100 buyer

Sono stati oltre 5.100 i compratori all'89esima edizione di Pitti Bimbo, che ha chiuso i battenti sabato 22 giugno. Circa 10mila i visitatori.

Un anno fa le presenze di retailer erano 5.350, con l'estero a quota 2.450 (stavolta 2.400, da 80 Paesi).

«I dati registrati ci dicono di una minore affluenza dei compratori italiani, ampiamente prevista - commenta il direttore generale di Pitti Immagine, Agostino Poletto - nell’ordine del -5-6%, più che accettabile alla luce della situazione economica interna e della trasformazione del settore distributivo, e ci dicono di una sostanziale e significativa tenuta dei dati esteri, con una leggera e fisiologica flessione di un paio di punti percentuali».

«Ma come sempre - aggiunge Poletto - i numeri da soli non parlano, o almeno non dicono tutto. Per esempio, non dicono che sono aumentati in Fortezza mercati decisivi per l’abbigliamento da bambini (vedi il Regno Unito, gli Usa e la Francia), dai quali sono arrivati i più importanti top buyer, come Barneys New York, Bergdorf Goodman, Childrensalon, Childsplay, Fenwick, Galeries Lafayette, Harrods, Kurt Geiger, Le Bon Marché, Neiman Marcus, Printemps, Selfridges e Smallable, solo per citarne alcuni. O che sono volati a Firenze dal Kuwait e dal Qatar i compratori dei grandi mall, veri hub commerciali per il Medio Oriente e l’Asia occidentale. Così come hanno registrato performance positive mercati rilevanti quali Turchia, Corea del Sud e Ucraina. O, ancora, che i migliori nomi italiani ed europei hanno risposto compatti all'appello».

Come già accaduto a Pitti Uomo, la Germania ha mostrato un deciso rallentamento, pur restando nelle parti alte della classifica dei primi 20 mercati in fiera in termini assoluti. Quanto alla Russia, pur potendo contare su 158 buyer e continuando a guidare la chart, «per ora non riesce a dare stabilità al suo recupero di capacità di acquisto. Dovremo lavorarci tutti insieme», conclude il d.g. di Pitti Immagine.

Con 150 compratori, la Spagna si è collocata al secondo posto. A seguire Regno Unito (128), Germania (108), Turchia (98), Belgio (80), Francia (73), Cina (72), Olanda (61), Ucraina (59), Grecia (57), Stati Uniti (46), Corea del Sud (42), Portogallo (36), Polonia (35), Kuwait (35), Giappone (33), Austria (32), Arabia Saudita (30) ed Emirati Arabi (30).

L'a.d. di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, pone l'accento sulla «quantità e qualità dei progetti speciali a sostegno delle collezioni messi in campo dagli espositori, di qualsiasi taglia e provenienza».

«Un calendario così vario non lo avevamo mai avuto - precisa -. Segno dell’impegno e della creatività di un settore che, a dispetto di una fase congiunturale poco dinamica, soprattutto in termini di consumi e di interscambio commerciale, investe sulle potenzialità dei brand, lavorando in termini di innovazione stilistica e di materiali».

Tra gli appuntamenti di spicco il party alla Sala della Scherma di Emporio Armani, new entry di spicco di questa edizione, il Premio alla Carriera a Pupi Solari per i 50 anni di attività consegnato nella nuova area The Kid's Lab, il fashion show per il decennale di Apartment (nella foto di Giovanni Giannoni, un modello di Pero) e il Pitti Special Click Party a Villa Le Corti di San Casciano, uno dei molti happening extra Fortezza.

A proposito di The Kid's Lab, un nuovo format integralmente dedicato alle collezioni di ricerca al Top Floor del centro espositivo, Napoleone lo definisce il frutto di «una "dolce rivoluzione", che si accompagna alla forte dimensione internazionale di Pitti Bimbo su entrambi i lati del mercato (e della stampa), motore di gran parte della leadership della manifestazione».

a.b.
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