Calo di un terzo circa da inizio anno

Consumi di tessile-abbigliamento in Italia: -69,3% fra marzo e aprile

Nei primi quattro mesi del 2020 i consumi di tessile-abbigliamento in Italia sono calati del 33,7% in valore.

Una discesa appesantita dal bimestre marzo-aprile, durante il quale la flessione rilevata da Sita Ricerca per conto di Smi-Sistema Moda Italia è stata del 69,3%.

L'e-commerce ha permesso di attutire il colpo del lockdown, con un incremento di oltre il 10% in marzo-aprile e il raddoppio degli shopper digitali, rispetto all'analogo periodo del 2019.

Un dato positivo, reso noto da Smi in base ai dati dell'Osservatorio Statistico dell'Inps, riguarda la cassa integrazione (CIGO, CIGS e deroga) autorizzata per l'industria del tessile-moda. Nel mese di maggio le ore totali sono state 14.044.144, il 70% circa in meno rispetto al mese di aprile, che aveva mostrato un dato triplicato rispetto a tutto il 2019.

Le autorizzazioni di maggio riguardano soprattutto la manodopera operaia. In particolare, il 34,2% è relativo agli operai del tessile e un altro 30,8% per quelli dell'abbigliamento.

Fa ben sperare, inoltre, un dato diffuso ieri da Eurostat: nel mese di maggio le vendite al dettaglio di abbigliamento e calzature nei 19 Paesi dell'area euro sono aumentate del 147% rispetto ad aprile.

e.f.
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