calzature nel primo trimestre

Più sneaker vendute e l'Italia (lentamente) riparte

Primo trimestre 2017 sostanzialmente stabile per le calzature italiane, secondo un'elaborazione di Assocalzaturifici su dati Istat. Il mese clou per l'export è stato marzo (+13%). Recupero a doppia cifra per l'area Csi, bene il Middle East. Lieve aumento (+0,9% in quantità) per i consumi interni dopo otto anni di stagnazione.

 

Nei tre mesi le esportazioni hanno registrato un +1,9% in quantità e un +4,9% in valore, con un +0,9% in quantità e un +1,8% in valore specificamente per l'UE28. In ripartenza la Francia e in frenata (-5%) la Germania.

 

La zona Csi balza del 25,8% in quantità, ma con prezzi decrescenti (-10%), mentre il Middle East progredisce del 9%, malgrado il trend ancora non favorevole di Emirati e Arabia Saudita. La Turchia perde più del 20%, il Canada il 15% in volume. In risalita (+1,5% in volume) gli Usa, ma con un arretramento del 2,5% in valore.

 

Si contraggono (-8,2% in quantità) le importazioni, che cedono lo 0,9% in valore. La Cina incassa un -14,6% in volume, il Vietnam un -19%, la Romania un -17%. Il saldo commerciale segna un +13%, attestandosi a 1.137 milioni di euro.

 

I consumi interni interrompono la caduta: se nel 2016 segnavano un -0,1% in volume e un -2,4% in valore, ora dopo otto anni di erosione e difficoltà mostrano un +0,9% in quantità e un +0,2% per quanto riguarda la spesa. I segmenti trainanti sono i modelli sportivi e le sneaker. Si riducono dello 0,7% i prezzi medi.

 

Gli operatori interpellati da Assocalzaturifici in un'indagine a campione sono prevalentemente cauti, considerato anche il fatto che per esempio, secondo Infocamere, il numero di calzaturifici attivi nel nostro Paese è sceso rispetto a fine dicembre di ulteriori 60 unità, fermandosi a 4.779 aziende.

 

Nessun miglioramento nell'accesso al credito: quasi un'impresa su quattro, tra quelle che ne hanno fatto richiesta negli ultimi 12 mesi, ha incontrato difficoltà.

 

Alla voce produzione, le opinioni degli imprenditori sono divise: il 50% la indica in calo, un altro 50% stabile o in aumento. Se si considerano i primi quattro mesi del 2017, la raccolta ordini all'estero è progredita del 2,6%, con un +0,9% a livello nazionale (nella foto, un'immagine tratta dal sito di TheMicam).

 

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