Caro energia

Federazione Moda Italia: pronto il decalogo anti-spreco per i negozi

Federazione Moda Italia-Confcommercio ha messo a punto un decalogo di buone prassi per favorire il risparmio energetico e contrastare gli sprechi nei negozi di tessile, abbigliamento, calzature e accessori, pelletterie e articoli sportivi.

La notizia arriva a breve distanza dall’annuncio che un grande marchio del lusso come Valentino ha deciso, da ieri, di spegnere le luci delle sue 95 boutique monomarca nel mondo a partire dalle 22. Questa buona pratica dovrebbe portare al risparmio di oltre 800 kWh di energia. Il mese scorso il buon esempio è arrivato dalla Francia, dove i marchi di proprietà di Lvmh (tra questi Louis Vuitton, Dior, Celine e Givenchy) e la catena Sephora intendono spegnere tutte le luci tra le 22 e le 7, mentre gli uffici amministrativi del gruppo saranno al buio dalle 21.

La prima raccomandazione di Federazione Moda Italia-Confcommercio ai dettaglianti (nella foto, la vetrina di Franz Kraler a Cortina) è effettuare un controllo tecnico del punto vendita per l’individuazione di eventuali sprechi e l’ottimizzazione del consumo energetico.

Secondo: va regolata la temperatura all’interno dell’attività commerciale con l’obiettivo di mantenere un ambiente confortevole per il personale e la clientela e di contenere al contempo i consumi.

Terzo step: interrompere, quando possibile, la funzione di riciclo dell’aria nelle ore notturne. Bisogna, inoltre, evitare eventuali dispersioni termiche.

Nei punti vendita vanno utilizzare luci a led ad alto risparmio energetico ed è bene ridurre l’intensità luminosa negli ambienti poco frequentati degli store.

Andrebbero anche spente le insegne luminose, nelle ore in cui non sono strettamente necessarie, lasciando eventualmente una “luce di cortesia” alla chiusura dell’attività commerciale.

Meglio poi se le spie delle apparecchiature non necessarie sono spente, all’orario di chiusura dell’attività commerciale e se gli elettrodomestici sono utilizzati in modo efficiente.

In ultimo, è meglio razionalizzare l’organizzazione del lavoro al di fuori degli orari di apertura al pubblico (pulizie, gestione delle forniture, incontri con agenti e rappresentanti ecc.), al fine di ridurre i consumi energetici.

«Non si deve rinunciare a fare impresa e allo shopping, ma occorre fare scelte consapevoli nel rispetto delle regole e della sostenibilità», commenta il presidente nazionale dell’associazione Giulio Felloni. «In questo momento così complicato - prosegue - sarebbe davvero un disastro anche per le città, oltre che per il commercio, vedere spegnersi definitivamente ulteriori luci, quelle dei negozi che non riescono più a far fronte all’incremento dei costi aziendali e all’insopportabile crescita delle bollette. Per questo, in linea con Confcommercio, chiediamo al Governo più innovazione, più semplificazione e nuove risorse finanziarie, che ci permettano di affrontare da subito e in maniera coesa un mercato sempre più complicato, con l’obiettivo di salvaguardare l’esistenza delle piccole e medie imprese e di decine di migliaia di posti di lavoro».
e.f.
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