Ceo Roundtable on digital excellence

Ivano Cauli (Openmind): «Il digitale tocca tutta l'azienda: per questo servono figure full stack»

«L'incidenza dell'e-commerce sul fatturato probabilmente si stabilizzerà, ma questo non significa che la trasformazione digitale passerà in secondo piano, anzi. Il digitale finalmente coinvolge ogni area aziendale, per questo penso che in futuro dei marchi sarà in mano a figure full stack, ovvero professionisti che sanno benissimo cosa abilitare con la tecnologia, ma conoscono alla perfezione le logiche di mercato».

È questa la profezia firmata Ivano Cauli, ceo e fondatore di Openmind. Una previsione fatta senza sfera di cristallo, ma guardando i risultati ottenuti dalle numerose realtà del settore moda (e non solo), che si sono affidati alla sua società, tra le prime italiane attive nella digital transformation e che attualmente gestisce un business digitale di un miliardo di euro.

«Legare il futuro della trasformazione digitale alle performance dell'e-commerce è limitativo e non solo perché ci stiamo rendendo conto che il canale fisico resterà centrale, ma anche perché la sfida per il digitale entra pesantemente sul terreno della produzione», ha detto durante la Ceo Roundtable Cauli, che tra i neo-clienti conta anche una fiera di settore. «Anche un comparto tradizionale, come quello delle materie prime, si sta aprendo all'innovazione: oggi un filato viene presentato digitalmente in 3D», ha aggiunto.

Per il manager e imprenditore, inoltre, la trasformazione digitale dovrà sempre di più abbracciare anche realtà di dimensioni minori e non occuparsi solo di colossi. «Il mercato in Italia - ha affermato - è fatta di realtà di grande qualità, ma non gigantesche, che mai come in questo momento hanno un potenziale incredibile».

«C'è spazio - ha concluso - per raggrupparle all'interno di marketplace, capaci di aiutarle a esprimere il loro potenziale. Si tratterebbe di progetti win win per entrambi, perché per le piattaforme online poter presentare progetti di nicchia, ma che piacciono, è una bella occasione di diversificazione rispetto alla concorrenza sempre più agguerrita».

an.bi.
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