CEO ROUNDTABLE ON BEING BEST-IN-CLASS

Ivano Cauli (Accenture Interactive): «Il commerce non ha più steccati. E la conversion è legata anche allo store fisico»

Come si sta reinventando la cerimonia del lusso, in una fase di mercato attraversata da forti cambiamenti? A questa domanda di Marc Sondermann durante la nostra Ceo Roundtable di stamattina ha risposto Ivano Cauli, managing director di Accenture Interactive, che per la sua prima acquisizione in Italia ha scelto proprio Openmind, azienda fondata nel 2004 a Monza da Cauli, con un focus sulla digital transformation.

«Un deal, quello con Accenture Interactive - ha spiegato il manager - che ci consente di ampliare le aree di intervento su cui già ci focalizzavamo, ossia Crm, creatività, media e gestione del dato, facendo parte di una grande famiglia focalizzata sul mondo del digital. Parola d'ordine, il commerce da affrontare da ogni punto di vista e senza steccati».

Cauli è poi entrato nel vivo del momento di trasformazione che l'alto di gamma, e non solo, sta vivendo. «Dopo il boom durante la pandemia e con il ritorno alla normalità - ha detto - il digitale deve trovare una nuova spinta per continuare a crescere, scommessa non facile. Bisogna allora armarsi di quella che io definisco creatività analitica, partendo dai basic da rispettare: prodotto, posizionamento, buon assortimento in catalogo, un'infrastruttura tecnologica e un'organizzazione funzionanti».

L'attenzione ai contenuti, al target e un media mix studiato nel dettaglio, tenendo conto anche della relativa capacità di spesa per usare le risorse media in modo smart, sono altri fattori determinanti per aumentare fatturato e conversion. «Quest'ultima - ha precisato l'executive - va misurata senza distinzioni di sorta, in una visione a 360 gradi. Portare un cliente nel negozio fisico o nel canale digitale alla fine è la stessa cosa, anche perché in quest'ultimo anno tanta tecnologia è entrata e sta entrando nei punti vendita».

«Il giusto cerimoniere di un marchio - ha aggiunto - non è solo o necessariamente l'influencer, ma un giovane talento che lavora insieme al resto dell'azienda per creare un ponte tra il suo mondo e quello circostante. Bisogna iniziare a parlare la lingua del proprio target e il fashion sta cominciando a farlo». La rotta da seguire non va dettata dall'alto: oggi le strategie nascono dalla contaminazione continua e dall'interazione.

Complici i social, il controllo del brand si fa più difficile, ma anche più stimolante. «Attivare collaborazioni con chi lo rielabora può rivelarsi un boost per la conversione», ha osservato Cauli, che tra le «cose bellissime» che si stanno diffondendo a una velocità supersonica ha citato il Buy Now, Pay Later: «Una modalità di acquisto che cresce anche nel luxury e che converte, perché il pagamento fa parte dell'experience. La può valorizzare, ma anche rovinare».

L'attenzione ai singoli dettagli, ha sintetizzato Ivano Cauli, fa la differenza nella qualità della relazione con il cliente: relazione che deve essere «preziosa e di lungo periodo, monitorando costantemente il traffico di ritorno».

a.b.
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