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Moda infantile made in Italy: l’export non compensa la flessione del mercato interno

Secondo le stime preliminari elaborate da Smi in occasione di Pitti Immagine Bimbo, la moda junior italiana assiste nel 2013 a un peggioramento del trend avviatosi già lo scorso anno: il fatturato totale, corrispondente a poco più di 2,5 miliardi di euro, cala del 3,2%.

 

I risultati ottenuti all’estero, in lieve miglioramento rispetto al 2012 (+2,2%), non sono stati sufficienti a sostenere il bilancio settoriale, considerata la situazione del mercato interno ancora in flessione.

 

In particolare, nell’autunno-inverno 2012/2013 i consumi nazionali sono peggiorati ancora del 5,8%, dimostrando che anche il childrenswear non è stato più risparmiato dalla riduzione degli acquisti messa in atto dalle famiglie italiane.

 

Sul fronte retail, in Italia la moda junior vede confermata la leadership delle catene, che detengono il 47% del mercato consumer, seguite dal dettaglio indipendente, sceso a quota 21%, mentre nella stagione invernale precedente le prime “coprivano” il 41% e i negozi tradizionali il 25%.

 

A livello di performance sono proprio le catene a muoversi in controtendenza rispetto all’andamento generale, evidenziando un incremento del 7,7%. Bilancio positivo anche per la categoria “altri canali”, che comprende l’e-commerce e gli outlet, artefici di un mini-boom con un +28%. Il dettaglio indipendente accusa invece una perdita pesante, -20%.

 

Sulla base dell’indagine congiunturale svolta da Smi presso un campione di aziende rappresentative della moda junior di fascia alta, gli ordini attualmente in portafoglio prospettano anche per il 2014 una prosecuzione dell’andamento che ha contrassegnato il biennio 2012/2013.

 

L’incidenza dell’export è tuttavia in progressione: nel 2013 dovrebbe sfiorare il 34%, dal 32,1% fatto registrare nel 2012. Sul fronte dell’import, si rivela infine una contrazione dei flussi provenienti dall’estero dell’ordine del 4,5%. (Nella foto, So Twee by Miss Grant)

 

 

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