non bastano le performance di macy's e nordstrom

Retail Usa: è davvero ripresa?

I risultati delle vendite annuali di retailer come Macy’s e Nordstrom sembravano sancire una ripresa del settore ma alcuni numeri sollevano dubbi.

In base a quanto riporta il Wall Street Journal, dall’inizio di quest’anno negli Stati Uniti hanno chiuso 5.994 negozi, dalle 5.864 chiusure dello scorso anno (fonte Coresight Research). Le chiusure, al netto delle aperture, hanno attualmente raggiunto quota 3.353.

Payless ShoeSource (calzature), Gymboree Group (childrenswear) e Charlotte Russe Holding (fashion e beauty) sono solo alcune delle catene americane che stanno ristrutturando o si preparano a chiudere.

E se il 2018 era terminato con un +2% per i ricavi di Macy’s e un +2,5% per quelli di Nordstrom, grazie anche agli investimenti per migliorare la shopping experience dei consumatori, le statistiche su base mensile delle vendite retail totali negli States vedono una caduta dell’1,2% in dicembre, un recupero dello 0,7% in gennaio e una flessione dello 0,2% in febbraio.

Secondo gli analisti di S&P Global Rating, un significativo numero di dettaglianti continuerà ad avere delle difficoltà e i mall non sono ancora fuori dal tunnel.

C’è addirittura chi, come lo sviluppatore di centri commerciali Pyramid Management Group rischia il default, perché il centro dello shopping di proprietà Destiny Usa, nello Stato di New York, potrebbe non riuscire a pagare il debito in scadenza in giugno (di cui si sta discutendo un’estensione). Per altri centri commerciali le inaugurazioni vengono rimandate.

Gli analisti di S&P prospettano che quest’anno circa 12 dei 136 retailer che analizzano per attribuire loro un rating potrebbero fallire, rispetto alla media storica di tre l’anno.

Ubs prevede che 75mila negozi cesseranno l’attività entro il 2026, se il tasso di penetrazione delle vendite online salirà dal 16% attuale al 25%.

Preoccupa anche il vacancy rate (tasso di sfitto) dei mall, che nel primo trimestre ha raggiunto il 9,3%: il tasso più alto dal terzo quarter del 2011, quando aveva raggiunto il 9,4%.

e.f.
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