comunicazione

Video pubblicitari: non è tutto rose e fiori

I video pubblicitari sono sempre più utilizzati anche dai fashion brand, ma non sempre sono all'altezza delle aspettative degli utenti: lo rivela una ricerca di Brightcove, condotta fra 4mila consumatori in Regno Unito, Francia e Germania.

 

Fornitore di servizi cloud per i video, Brightcove indica le difficoltà più comunemente riscontrate: il 73% degli intervistati lamenta errori di caricamento, buffering e altri intralci, mentre il 51% si dice frustrato dall'eccesso di offerta in questo ambito.

 

Il 74% degli interpellati dichiara di avere avuto esperienze negative a livello di contenuti dei video pubblicitari in Rete e c'è una "sacca" consistente (il 36%) che ammette di aver visto raramente o mai questo tipo di advertising.

 

Esistono però anche constatazioni positive. Molti utenti (il 54%) hanno riscontrato miglioramenti nella varietà e anche nella qualità (47%), anche se per esempio il 23% è convinto del fatto che il volume e la frequenza dei video pubblicitari sul web sono «notevolmente peggiorati».

 

Il 50% del panel non sarebbe disponibile a pagare per usufruire di qualsiasi contenuto video su Internet. Il 57% richiede video pubblicitari più corti, il 41% funzionalità di scorrimento veloce, il 21% contenuti in sintonia con i propri interessi e il 58% una maggiore interattività (nella foto, un frame del mini-film di Spike Jonze per il nuovo profumo Kenzo World, applaudito sui social).

 

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